Leonardo Daimon ovvero il “Genio”

 

Leonardo da Vinci e il suo REBUS del Lupo di mare –  (illustrazione a fondo articolo)

Il Cibernauta Arboreo verso l’Aquila o Fenice regale.  La leggenda non è solo tutta fiorentina ricordando che Dante calca sul logo del nostro Rinascimento Renaissance (in francese) Il Cinquecento ( perché si profetizza sin dall’epoca egiziana,questo mito collegato alla Fenice “ Ben – Ven ( che  rinasce a tale cifra di anni o come predice Dante al ) DIECI -CINQUE (Quindici o  QVINDICE-  QVI INDICE =VIINDICE …della  celeberrima terzina che apre con questa lettura un orizzonte totalmente inatteso di accostamenti a tempi e nomea di città VI VINEGIA… VINICE ? ).- Tutto così  secondo il primario mito che all’alba di questa cifra possa essere l’indice-indizio per cercare di ipotizzare o almeno anche determinare la persona : Chi more e poi rinasce,quando al cinquecento anno appressa: erba,né biada in sua vita non pasce (pascola)ma sol d’incenso lagrime ed amono ( daimono o da mono-unico-solo)e (leo)nardo e mirra son l’ultime fasce.Chi è nato da amare fasce ? o dalle fasce del mare ?.

E’ il mito egizio, greco, dell’araba fenice che appunto predice che ad ogni Cinquecento anni-

la Fenice rinasce… perciò proprio :  Al Cinquecento anno appresso, ovvero dopo ( questo secolo   Cinquecento, “ 1500 “ del Rinascimento ) evoca chi more (muore), colui che muore come…. il Moro (lo Sforza) di Milano(o l’albero di moro del famoso Rebus di Leonardo come per molto tempo si era creduto essere metafora mentre ecco un nuovo sospetto e ipotesi  dell’allegoria leonardesca , che combacia così in maniera perfetta nella visione e l’ipotesi che formuliamo per entrare nel corso del tempo , che ripete altri Cinquecento(“D” in lat.) anni questo conto che si terrà o ve ne terrà .V’enetos lat.Veneto!!!)più della 3-94(nelle Centurie)quindi quanto  si appressa – ovvero  si appressa nel tempo solo di chi: “ non si ciba più di erba né di biada. Allusione ad una tipologia di animale zodiacale che ama pasturare,pascolare ?  Metafora che ci induce a riflettere,  che nulla qui ha nulla a fare di chi fagocita, magna,si nutre di cereali e – lungo la durata della  sua vita non pasce, non pascola …..se d’altro  soltanto amaramente si nutra …. chi s’alimenta, del sold’incenso, soldi andarti in fumo ? O dalle promesse altrui solo fumo negli occhi ! Grandi mire o piuttosto amari guadagni sfumati , quindi lacrime ,rimpianti – racchiude tale playword –calembour –  allegoria sol ‘Incenso lacrime , da gutta che scava la pietra ,lacrime dopo lacrime !

Quale può essere  allora l’enigma che si cela dietro l’allegoria delle sol lacrime di incenso ? Profumi fumosi che  che bruciano gli occhi ? Misterioso richiamo all’impalpabile scent (profumo) impossibile da evocare nonostante la nostra fisica percezione di esso profumo spesso impossibile da distinguere o meglio da bene detreminarlo ai sensi olfattivi degli altri, che occorre una esperienza diretta e come il rpofumo della rosa ,ci macano le parole per evocarlo ,quindi dimensione necessaria all’esperienza de ogni genere e gamma di Profumo…come quella dei Fiori !(la Rosa-   Vivere allora – lo struggimento interiore di una mente che medita tra lacrime ed amarezze (la mirra !)

Evocazione che evoca anche i Re Magi o Betlemme l’infante divino a cui fu donato la mirra e

m qui non ci sono soldi o oro  e ma falso incenso e mirra.

Senza trascurare che in oriente la mirra o Arimmaè leggendo da destra a sinistra all’araba o alla Leonardo(mancina) logo per dire Dottrina !

L’amara dottrina che ci porta alla constatazione che solo chi si nutre di amarezza come è scritto nell’Apocalisse nel Libricino (Bibliarion) profetico da riscrivere ,perché è bianco non ancora finito per chi deve in ultimo  scrivere ancora su nazioni, re e popoli!

Alla cui bocca, lingua che tutto prima appare :  “ dolce alle labbra ma amaro alle viscere …!

La predestinazione di chi si appresta a profetizzare o colmare , completare il Libro Bianco ancora con altre profezie su popoli e nazioni(perché questo dettaglio dell’Apocalisse è mai discusso ?).

Un dettaglio certo da mettere a fuoco ,in chiaro se le nazioni sono quelle orientali e oltremodo l’Incenso ed il suo fumo richiama vedi in greco – l’Incenso = Libanon o Clibanon, evidente

logo che trovate  in chiaro in ogni dizionario latino o greco,luogo del fuoco Feu mis ( pres 98) di passato conflitto e fuga e transumanza araba assediata da guerra fratricida(oggi Siria).

E tale coincidenza ha un suo risvolto incredibile nei nostri tempi, con Gibran il profeta, letto in ogni parte del globo.

L’Esule libanese cristiano, l’autore di famosi testi, sfuggito alla tragedia del Medio Oriente.

La Terra denominata la terra della Fenice-Fenica o PHOENIX…che rinasce ad ogni nuova fiamma.

Ma queste coincidenze non sono sufficienti a spiegare le allegorie che cerchiamo di sviscerare.

Soprattutto ricordando che nel mito cristiano è l’Infante ,il divino fanciullo che riceve la triade

dell’oro,incenso e mirra. E l’incenso che è da sempre destinato a Dio  o almeno si suppone a chi

ricopre un ruolo o missione teocratica.  Non è possibile dare la soluzione dell’enigma senza rammentare che vi è un altro personaggio singolare a detta di Dante che si ciba di virtute e conoscenza. Chi appunto – non di erba o di biade in sua vita non pasce !

Ambiguità per chi non è un erbivoro o neppure oggi diremmo Vegetariano ?

O meglio chi – non pascola, pasce  o chi  non  fa di ogni erba un fascio ?

E fa meno di ogni mala erba (gramigna)o perché non segue la moda (di fumare erba).

Azzardiamo l’interpretazione di chi  non ama Erba o l’Erbaccia .

Quella che nel giardino è da spazzare via, mentre chi la bruca (Olusculum) con lo stomaco ruminante, da bue o da toro.

Perché ci vuole uno stomaco d’acciaio per digerire le  erbe velenose o gramigne in campo rurale.

Tutto si restringe in un cerchio che è anche un paradosso che qui indica chi sarà colui che:

si ciba di lacrime e d’incenso ?(Libanon)

O d’ammonio o daimono(daimon = genio )del Nardo(Leonardo ?)= Giglio !

(Lys …Lis in greco Leone)

(del genio di Leo—nardo ?)

( non senza )A mirra amarissima dottrina(scienza)

sin dalle sue ultime fasce ?Sin dalla sua nascita!

Elementi tutti utili a determinare e circoscrivere la tipologia ipotetica di un Topos.

Va ricordato il calice dell’amarezza bevuta.(Bere in francese :boire…je bois,io bevo)

da quello dolce alle labbra ed poi  amaro sino alle viscere(stomaco in Cancro).

Allegoria singolare ricavata dall’Apocalisse, inerente a chi deve ancora  scrivere, nero su bianco,sui bianchi fogli del Libriccino( così è specificato nella Rivelazione)dettagli sul tempo venturo .

Quindi  toccato dal destino amaro di una dottrina sin dalla sua verde età….poi rinasce come un novello Tagete etrusco o toscano alla coincidenza di tale Cinquecento o Rinascimento così avvolto in ultimo dal Nardo profumato(Giglio,simbolo fiorentino o farnese )e sia dall’amara mirra (in arabo Arimma:Dottrina)non dalla dolcezza e del bel vivere o dal profumo dei soldi e dell’incenso !

E tutto questo si allunga lungo cinque secoli , quale presagio e ricorso storico che  sta alla nascita sotto la Fenice o sia la Fenice stessa(Ben –Ven …figlio di Ven o Ben ) indizio !!!!

Quindi più che coerenti secondo i versi delle terzine dantesche sparse nel grande poema della triade:  Paradiso,Inferno e Purgatorio, inconfutabilmente nominate nell’epigrafe di Nostra Donna.

Tutto  qui cuncta per una sola fine scopo et Spes Unica…Trinus Unus Est,tutto quanto d tempo

insegnato dai sapienti latini o persino dai saggi cinesi che nel plesso cardiaco o Cuore(Quinto Chakra Anahata) sia riposta la Perla dell’Unità Suprema,la perla della suprema saggezza.

custodita da due Draghi o Serpenti ..(Kundalini ?) Ma queste sono filosofie lontane  che non guastano lungo il percorso di questa memoria.  Miti dei Draghi e Dragomanni esistono anche in casa nostra proprio come quello della Fenice (Feng in cinese) da essere universale.

Misteri fittissimi che non osiamo divulgare…mentre siamo in attesa che di certo man mano questo  si potrà svelare allo scoccare di un novello Anno Cinquecento futuro ?  Ma  questa cifra a cosa corrisponderà al Cinque,al Cinquecento o al Cinquemila ? E a quale calendario ?

Per chi – Poi(post) rinasce quando al cinquecento anno appressa ( si approssima ?).

di cui Dante ha tanto scritto e preannunciato. Sempre che tale ipotesi non si regga solo sulle cifre stesse ma siano le cifre stesse a svelare l’enigma dei secoli che perdura sino ad oggi.

Quindi solo al ripetere della cifra  che  ci porta a suggerire una soluzione limpidamente indicata.

Ovvero che sia qui (qui indice) indicazione dela rotta di chi naviga sul mare del mondo .

Metafora che ha il legno(la barca) che sempre si affaccia all’arco celeste per vedere le stelle  che da sempre indicano la giusta rotta ove dirigere la poppa della navicella !

E Leonardo stesso così forse ci insegna mostrando l’enigma nel disegnare la strana allegoria:

 

C’è la Barca che solca le infide onde di un oceano irto di scogli.

Una pianta frondosa occupa il posto centrale da ’Albero Maestro , mentre soffia  il Vento (anemos) che gonfia la vela impetuosamente. Al timone,c’è un Lupo & Torello seduto con tanto di coda che guida, pilota il timone dell’imbarcazione verso l’approdo. Sulla sponda (riva marittima)quasi raggiunta, sta la Fenice eretta sopra la Sfera(la Terra)e sopra cui si aprono le sue Ali aquilate possenti. Attorno a cui  bene si notano i raggi di luce che si  sprigionano dalle sue penne, come pure sul Capo sta così sospesa una Corona regale.

Questo Rebus come deve essere affrontato ?

Osservando scrupolosamente ogni dettaglio dell’immagine leonardesca proponiamo:

Tempi e Conti alla mano da quando sono passati  esattamente Cinquecento anni  scrupolosamente osservando il calendario cristiano, dal nostro Rinascimento a cui così sommata la serie dei secoli che da ora che siamo all’inizio del Terzo Millennio, la barca della storia umana è entrata su questa nuova sponda. Semmai ci sarà un Nuovo Rinascimento a distanza di cinquecento anni o quindici anni qui sia allora quindici e qui l’indice del tempo in cui la profezia si completerà pienamente ?

Che sia pure il tempo di Satana o del Diavolo( XV nel tarocco) o quanto ad esso possa avere affinità come dicasi in arabo Saitan o Zaitun  nome tanto per il Diavolo come della frondosa pianta nota come l’Ulivo(Zaitun) o del Moro a detta di altri studiosi. Contro cui soffia il Vento !

Prima passerà il tempo dell’Albero frondoso o moro o Ulivo. Quanto sta al centro della nave o barca di pietro o transatlantico ? Cosa e o chi entro il cuore o albero maestro dela Nave(Nef).

Da Albero Maestro della barca che starà al timone.

Eccoci all’enigma che un animale con piedi umani e corna o orecchie aguzze o detto torello o lupo

di mare…tipica espressione per chi va naviga tra le onde. O navigherà per altri arborei ramaiges.

L’allegoria ci obbliga a individuare l’elemento che sia in coincidenza perfetta…..e sia l’indizio da  capire dall’animale al timone della Barca stessa.

E quali eventi soffiano come Venti impetuosi ( grande vento in campo) o il buon vento o veneto che

sospinge così la nave lungo la Riva marina sino ove è posta la Fenice, che bene sta eretta con la Sfera e l’ali possenti dalle cui penne si sprigionano grandi raggi di Luce e sul capo porta una Corona( allegoria o induzione alla De Monarchia dantesco).

Quella riva o sponda forse allude alla metropoli gloriosa che possa assumere su di se tutta la simbologia della rinascita e di una resurrezione volante dalla vampa e dalle ceneri che bene  corrispondono all’antico mito della stessa Fenice, e di quel fuoco purificatore da cui rinasce bene Ben la stessa Fenice dalle fiamme …e così che nel tempo tale Uccello reale incoronato sul mondo ,

allora potrà spiccare il Volo della Sfera , dotata allegoricamente o meglio da Ali possenti così in grado di solversi cosi in alto nei cieli azzurri della terra. Chi orbitale possa attorno al mondo ?

Questa suggestiva interpretazione non può che illuminare o accendere maggiormente ogni altra ipotesi sospesa come è la corona stessa sulla testa della Fenice, nomea che per altri indagini abbiamo già circoscritto e connesso con tutte le altre quartine che annunciano la Fenice/Venice.

L’elemento che ci guida  e ci ispira, se davvero soffia il nostro spirito per quanto ha disegnato il nostro Leonardo giunto alla sua matura età , allora in Francia alla corte di Francesco I, pochi anni prima di morire(1519) in merito allo stesso torello (veau in francese)seduto a poppa che sta posto seduto ad abilmente tenere il timone , la ruota a otto raggi( dove l’abbiamo vista e su quale stemma? O allusione alla Legge del Dharma…non senza implicazioni cabalistiche -esoteriche).

Perché di fatto esaminando la produzione  di Leonardo che si svela sovente carica nei richiami

arborei e floreali e faunistici appunto notati come nella Dama con Ermellino: Cecilia Galerani, cela nel greco antico gale ,l’ermellino , il ritratto di Ginevra  Benci, ha in esso dipinto il Ginepro  ed altro che mai è stato indagato a fondo proprio da questo disegno che l’indizio parte a guida dell’animale  cibernauta o meglio timoniere della nave Katoroos (in greco) oltre che mostra che alle spalle le orografie sono palesi così dell’Oros – To Oros , l’Orografia(in greco) delle grandi

montagne, vette al lato da cui parte la Navicella con il Torello che conduce la barca sulle onde

Sui flutti allegorici , sotto il soffio di un Vento… che porterà la navicella sino sulla riva  ove è appunto l’atteso attracco. Quanto più significatore il finale che ha la Sfera o Mondo su cui si erge l’Aquila coronata con le sue grandi ali aperte ,  tutta attorno raggiante di luce .

Ma ben altro consegue tale pilotare del Ka- Toroos (in greco Oros, monte del Tauro ?) montano limite o confine che svela come in greco Katourizo significa avere il vento favorevole , quindi Katouroo…è la spinta del vento favorevole che è giusto mostrato nella raffigurazione del disegno  con la Vela ( in spagnolo è fiaccola ) gonfia della navicella … Quindi con una spinta del dio dei Venti ..Eolo  ovvero del vento favorevole  dall’ Ovest all’Est come soffia nella direzione del disegno stesso bene tracciato con le linee o linea evidente che va dal timone del Torello alla sponda dell’Aquila stessa.( dire Aquila in greco offre anfibologie triplici utili da indagare ).Aggiungiamo quanto in greco abbia poi con Katoureo anche l’altro significato di  orinator – orinato  che è altro logo di cui abbiano risolto e sciorinato il rompicapo sempre collegato al torello …Orino- Torino sottomarino,Orinator =sottomarino, subacqueo e palombaro (latino)e quindi per molti l’immagine si legge anche come lupo di mare ! E il cerchio si chiude vedi SUMMA PROPHETICA.

Ancora manca la decifrazione di quell’Albore o Labore  centrale che fa da albero maestro della nave  che sopporta al giusto scopo un Vela,  dal basso all’alto bene legata al tronco stesso dell’albero frondoso  che allora mostra come  da albero maestro regge la Vela che bene si gonfia al Vento….alla spinta del vento  favorevole,  che muove così la barca dritta all’incontro dell’Aquila Incoronata….posta sopra la grande sfera – del globo terrestre.

Nulla di nuovo sotto il Sole se sveliamo che in greco Vento si traduca in Anemos(A nemos).

E per vento si intende quel soffio che non solo fa gonfiare le Vele ..ma più filosoficamente era inteso come lo spirito che fa lanciare l’uomo verso nuove rotte o grandi obiettivi. Evito di approfondire cosa per Vento o Pneuma i Padri della Chiesa intendessero  come Spirito…o Paracleto Il difensore dei figli degli Uomini!

Questo logo cela tanto l’albore( arbre o le bois in francese che il disegno viene composto negli anni in cui francesi e milanesi dello Sforza erano sul piede di guerra ).

E soprattutto mai trascurando la dizione classica dal greco e del latino Nemos – Nemus è appunto il Bosco, l’Albero frondoso che regge la Vela e contro cui bene soffia il Vento ( lo spirito).

Una spinta che deve portare la barca e il lupo di mare verso  l’Aquila o la Fenice coronata.

E che sempre in greco la spinta che porta la nave verso la sponda su cui si erge l’Aquila ha in greco Aetos(l’aquila) ed in Aetorros , ciò che scorre e soffia (Aete la raffica di vento) quasi a indicare quanto sta al Vento o allo Spirito che soffia,il Soffio dell’Aquila !Incluso ogni spinta che innalzi l’uomo come un’Aquila a volare sopra il globo terrestre ? O meglio come un Fenice –Venice posta come si vede nel disegno proprio sulle sponde del Mare?

Ma in greco l’anfibologia di Aquila ( aetos & aetos )e sta anche per Folle(aetos). Quindi all’estremo di questa geografia , davvero soffiano misteriosi e potenti venti. E se soffia questo Anemos o vento sul frondoso albero maestro , possiamo suggerire che il brusio delle foglie o meglio du  ramaiges , sia anche la voce che è l’eco di una Follia Divina  che mai coinciderà ad un anno da pazzi o pazzie globali (vedi a carta Zero dei Tarocchi) giunti all’anno (aetos) tempo dei folli ?

O di venti mondiali che avranno la città lagunare coinvolta per quel Globale Aquilato minacciato

da folli, pazzi, matti, maniaci che opereranno nel mondo sotto le ali della fenice o dell’Aquila(USA)

O di qualche altro animale alato che ha i cieli o l’orizzonte celeste da conquistare.

Ma nulla ci vieta ipotizzare una natura strettamente connessa al simbologia dell’Aquila , da profetica e divina follia che pilota e guida colui che allora possa toccare riva e così coronare per il mondo intero  sotto le ali dell’Aquila-Fenice che si innalzerà sul Mondo .

Il simbolo dell’AQUILA è accostabile a san Giovanni quale simbolo di Profezia , di Presagio, data la nota lungimiranza attribuita all’Aquila apocalittica di vedere lontano….nello spazio e tempo .

In  questo disegno si delinea una  formidabile composizione che ha il suo lineare susseguirsi di figure e nomee ,venti, animali viventi e le spinte che qui gonfiano la Vela ( in spagnolo Fiaccola, Luce)delle Significazioni che devono essere sommate tra loro, quanto sta entro il quadrante bene allegorico per la natura stessa del messaggio che quasi cala dai monti taurini?E così arboreo, navale, marino, terrestre ed aquilato = O Aetos(in greco)o Etos,l’anno( in greco) che voglia coincidere con i tempi del Vento e del volo a gonfie vele in un Anno dell’Aquila( possibili indici dei mesi o segni astrali così denominati dagli antichi sia infine segno zodiacale ? ).

Perché , qui l’Uccello di Giove per antonomasia, è il segnale del Sommo Potere che ha le ali aperte, teso al sommo vola tonante  stante al di sopra della corona o orbita terrestre. Esorbitante rebus o enigma Leonardesco così trasmesso ai posteri ?

Così ci proviamo affinché qui acquisti pieno senso e decifrazione grazie al vento o allo spirito illuminatore di quella Vela –Fiaccola prometeica che avvenga nell’anno (cronologia) di venti(XX) o altro evento chiaro veramente(etos) secondo l’Etimo etimos(in greco) etimologicamente come dimostra l’indagine compiuta così seduti al timone (cibernao in greco)o da eternauta sotto le spoglie di un torello cibernetes (timoniere) alla guida di una novella navicella , nuova ecclesia, comunità che si barcamenerà  tra i flutti sinistri del mondo?.

La Luce viene dal Verbo, dalla parola come nessuna altra cosa scritta e disegnata che sia stata concepita dai tempi antichi perché tale è l’Arte  millenaria di celare ermeticamente questi singolari messaggi a coloro che sanno leggere dietro i segni. E altro ancora che ogni studioso potrà arguire da queste suggestioni e che il vento soffi realmente illuminatore come è detto dello Spirito Santo, che ho la speranza illumini con una nuova fiaccola olimpica il prometeo che da strappare ai Cieli il fuoco che come lingua rigeneri l’umanità alla prossima Pentecoste.

Renucio Boscolo                                                                                                                                                                                                                         

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