L’Automa ROBOT musicista o il suonatore di viola. A cura di Luca Garai

Il Robot Musicista . A cura di Luca Garai

LionardoIn un foglio del Codice di Madrid di Leonardo, riscoperto nel 1967, ho rintracciato il disegno per un automa musicista, ovvero il suonatore di viola, disegno ritenuto fino ad ora semplicemente lo schizzo di un musico. La ricostruzione del primo automa umanoide di Leonardo si deve a Mark Elling Rosheim nel 1941. Non è chiaro quale sequenza di movimenti compia il robot di Rosheim.    A me è parso di vedervi un guerriero simile all’amazzone robot che il nipote di Grolier, il famoso bibliofilo libraio amico di Leonardo, esibiva nella sua collezione particolare in Francia, nel 1589. Si legge infatti a pagina 19 del libro del 1719 sulla Raccolta di Mr. Grollier de Serviere: – Su un tavolo qualunque ben pulito, si erge una figura di Amazzone, che si muove in differenti direzioni, che alza la sua spada e il suo scudo, come se volesse combattere, e che gira la testa da tutte le parti 2. Il funzionamento dell’umanoide di Leonardo è stato ricostruito da Rosheim nei dettagli nel volume Leonardo’s Lost Robots.  La mia ricostruzione dell’automa musico è diversa, fatta eccezione per il funzionamento dei suoi movimenti azionati da una molla, anzi da due, come l’automa di Rosheim, che ha un motore per le gambe e uno per le braccia e la testa. Il musicista automa di Leonardo è delineato piuttosto chiaramente nel foglio 76 recto del Codice di Madrid II (Fig. 1). Si vede nel centro del foglio lo schizzo di un musico che suona un particolare tipo di viola, che può essere definito “viola organista”, della quale troviamo la prima ideazione in Leonardo. Più in basso a destra la stessa figura è schematizzata. Ritengo che essa rappresenti lo scheletro dell’automa. Vi sono appena accennati anche gli ingranaggi a rotella all’altezza delle spalle che muovono le braccia. L’automa musicista ha una molla che muove le dita che suonano i tasti della viola, e una molla che apre e chiude i mantici dello strumento (Fig. 2), per mezzo della pressione dei gomiti. Sembra che ai gomiti dell’automa fosse collegato un dispositivo che, muovendo la manovella a lato della “viola”, aprisse e chiudesse i mantici, i quali tornano, dopo essere stati aperti, nella loro posizione iniziale per mezzo di mollette di ritorno elastiche collegate all’interno dei mantici. Ecco la trascrizione del testo scritto da Leonardo su questo foglio, al centro: “Ovvero viola menatole l’archetto come si mena il mantice colla gomita”. Per Viola, termine che ricorre anche nel foglio 50 verso del mss B, Leonardo –  fig. Leonardo da Vinci Codice Madrid – s’intende uno strumento con le capacità polifoniche dell’organo, ma anche con le possibilità timbriche degli archi. L’archetto della viola non ha nulla a che vedere con l’archetto usato per gli strumenti della famiglia dell’attuale violino: si tratta piuttosto di una cinghia, più o meno lunga, che ha un moto alternato nei due sensi. L’archetto è formato da crini cosparsi di pece.  Quello di Leonardo viene “tirato” sulle corde da porre in vibrazione. In definitiva la “viola” è un piccolo organo da camera portatile (portativo)3.Che in alto sullo stesso foglio, a fianco del disegno di un piccolo organo Leonardo scrive: “tramezo, canne stiacciate, tasti dell’organo”; poi: “per piva sia fatto il tramezo del mantice fermo ‘a’ alla cintura e ‘b’ sia fermo col braccio, il qual braccio poi movendosi in dietro e in fuori, aprirà e serrerà il mantice al bisogno.  Cioè quando il mantice n aprirà, il mantice m serrerà e quando m aprirà, n serrerà, e così il vento sia continuo”.  Da questo testo appare evidente che, in un primo momento, Leonardo aveva pensato di far suonare all’automa una piva. Successivamente ha pensato di far oscillare la parte centrale del mantice, mentre le altre rimangono fisse. Leonardo traccia questo pensiero attraverso il disegno. L’idea del “mantice continuo”, che eviti pause durante l’esecuzione, non è spiegata qui nei dettagli, Leonardo è più interessato al sistema che alle piccole ottimizzazioni successive. Nel secondo disegno in alto a destra, Leonardo traccia un “tramezzo” azionato da una maniglia e probabilmente dopo aggiunge le “canne stiacciate” e i “tasti dell’organo” intuendo la possibilità di applicare la sua idea ad un organo da camera particolare, la sua “viola”, appunto. La “viola organista” di Leonardo è appesa con una cinghia al collo dell’automa, e ha la tastiera in posizione orizzontale. È il primo strumento suonato con una tastiera ad archetto di cui sia rimasta memoria. L’idea originale di Leonardo è conservata nei suoi taccuini del 1488-1489 e nei disegni del Codice Atlantico, in particolare il 586 recto (Fig. 3). Prevede l’uso di una o più ruote, in rotazione continua, ognuna delle quali muove un archetto a cappio. Simile alla cinghia del ventilatore di un motore per automobile, è perpendicolare alle corde dello strumento, le corde vengono spinte verso l’archetto per azione dei tasti, il cui sfregamento fa risuonare la corda. Nei vari disegni le corde vengono toccate diversamente dall’archetto. Leonardo non sembra che abbia materialmente costruito la viola organista. Il primo strumento simile fu il Geigewerk. Nel 1575 da Hans Haiden, un inventore tedesco.

OSOBUKIUna moderna ricostruzione della viola fatta da Akio Obuchi fu usata in un concerto a Genova nel 20044. Akio Obuchi ha spiegato la singolare capacità della viola rispetto agli altri strumenti: La viola di Leonardo non è uno strumento a corda ma a tastiera. Negli ultimi 400 anni circa 50 artisti hanno tentato di riprodurla sviluppando il progetto di Leonardo in modo diverso. Chi suona gli strumenti a tastiera che conosciamo ha una limitata capacità espressiva: una volta che la corda viene sollecitata ed emette il suono, non si può più influire su di esso. L’intuizione di Leonardo è stata probabilmente di voler superare questo limite creando uno strumento che permettesse l’esecuzione di sinfonie complesse senza sacrificare sfumature e modulazioni delle singole note, ha dato insomma più rilevanza alla capacità interpretativa del musicista 5. E la La mia ricostruzione del meccanismo dell’automa (Fig. 4) è basata sugli schizzi di Leonardo nel foglio 76 recto del Codice di Madrid II.

musicautoma

All’altezza della spalla un motore a molla muove il dito del braccio destro che suona i tasti. L’altro motore a molla muove una camma sinusoidale, che sposta il busto del musico a destra e a sinistra, in modo da suonare i diversi tasti. Questi coso sono gli Entrambi meccanismi robot  comandati dai motori a molla sono rappresentati sul foglio 76 recto da Leonardo due figure schematiche .Da sinistra, sotto le figure precedenti, Leonardo scrive:  Moverassi l’archetto secondo che ssi move il braccio destro, da tasto a tasto. E così verrà a diminuire  insieme con le note. Qui quando il gomito moverà due dita, la dentatura n moverà ancora lei 2 dita. E farà dare una volta intera alla rocchetta m. E similmente, la rota maggiore darà volta intera, che ffia 1/3 di braccio. E così racorrà e llascierà un braccio d’archetto sopra le corde della viola.  Risulta così abbastanza chiaro il funzionamento dell’automa. Ruotando insieme con il busto, il braccio destro agisce sui diversi tasti, i quali abbassandosi azionano l’archetto, che sfrega le corde producendo il suono. Quando il gomito gira della misura di due dita anche l’ingranaggio comandato dal cilindro programmabile si è ruotato della stessa misura. Lo spostamento di un terzo di braccio corrisponde ad un giro completo dell’ingranaggio maggiore. Il quale costringe l’archetto a sfregare sopra le corde della viola. Il musico di Leonardo è un automa semplice che suona uno strumento sofisticato; destinato a creare meraviglia nel pubblico, era in grado di eseguire diverse melodie cambiando le piste incise sul cilindro programmabile.  Questo tipo di automa verrà ripreso soprattutto in Francia, nei secoli successivi, e realizzato in un’infinità di varianti. Ma è anche un precoce esempio di macchina programmabile concepita per l’abbellimento della vita delle corti rinascimentali e per esaltare le virtù dell’inventore.

Note al testo- 1 M.E. Rosheim, Robot Evolution: The Development of Anthrobotics, New York, Wiley & Sons, 1994, pp. 12-20. 2 G. Grollier de Servière, Recueil d’ouvrages curieux de mathematique et de mechanique, ou description du Cabinet de Monsieur Grollier de Servière, Parigi, Antonie Jombert, 1751, p. 19. L’opera descrive la collezione di strumenti meccanici e scientifici di Nicolas Grollier de Servière (1593-1686), nonno dell’autore, costruttore di specchi a Lione e discendente del famoso legatore e bibliofilo Jean Grolier, amico di Leonardo. 3 Cfr. M. Carpiceci, I meccanismi musicali di Leonardo, Raccolta Vinciana, XXII, 1987, pp. 3-47. 4 Il lavoro di Akio Obuchi, dal 1967, è fabbricare modelli storici di strumenti a corda, pianoforte, arpe e clavicembali (Figura 6). 5 Riprendo dal testo usato da Obuchi per la presentazione a Genova della viola organista.

RiveraMurales

Il crogiolo ‘immaginazione è nel cuore di tutti i geni di ogni tempo !

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IL SESSO MASCHILE ovvero il PHALLUS DEI & La Metafora della Foglia di FICO della politica e nel mito.

falloforastagno Glande grande , piccolo o corto o a la longa questa è la Metafora pure della Foglia di Fico C O I N C I D E N Z E –  Dalla POLLUZIONE politica al Mito: Cosa cela dietro il Pudore delle Quinte ? Nel discorso popolare, eccoci al tam-tam delle metafore come del La foglia di fico del PCI(PD …) sberluccicano le vignette che riflettono così allo specchio del linguaggio,tante remote reminiscenze di cui si è perso il filo.  Invece ab antico quanto detto va  riferito alla Sfera Divina  secondo gli Antichi, esisteva una Chiave Cerimoniale usata allo scopo di Aprire la Bocca, per  pronunciare le formule magiche, questo dopo la morte davanti agli Dei nell’ora del Giudizio per difendersi e giustificarsi da ogni colpa o reato e manifestare la propria innocenza e così meritare l’Unione con il Dei Celesti, invece dei mostri Infernali. Era la Fede nella salvezza eterna  che risale all’inizio della storia umana, dai tempi biblici del Patriarca Adamo, che aveva tutta la saggezza e la Verità prima  della caduta o naufragio dovuto al Primo Peccato, giudicato come Colpa d’orgoglio pari a quella di Lucifero, l’angelo ribelle   del Piano del Creatore. Eccoci così all’anfibologico Fallo  o Peccato Originale che si abbatté sulla GENERAZIONE dei Figli di Adamo. Colpa dopo Colpa , questa Anfibologia delle Origini che più da Fallo  mistico – mistificato sino a abbinarsi all’Ornamento(Cosmo in greco) o celebre Foglia di Fico per nascondere il Fallo, sotto cui Cosa ancora, si evira e si nasconde …dopo cinquemila anni di storia ?.Non certo le sfide di una Foglia di Fico o di una Flora o di un Biscione/mitico serpente. Il mito biblico ci induce a sollevare…il Velo del Tempo e del Tempio delle ideologie per riflettere e riandare come tra antiche strade ed incroci, ove era posta  l’Erma di pietra priapea, come tra i tanti percorsi degli idiomi, così si interpreta il simbolo naif e della Verga o Fallo Arboreo.  (idem l’erma priapea – o cippo ) ARBOREFUSTUSAnzitutto sino ad oggi ancora noto pagano amuleto , usato da scaccia maledizioni, corno esibito contro il malocchio, senza la famigerata Foglia di Fico, quella che  sarà dopo imposta dalla nuova etica cristiana , non ignari che da remote età pagane, in svariati stirpi invece, il Fallo fu venerato come simbolo della divinità  e dell’organo generatore  soprannominato con parole sconce e marchiato e  poi considerato il prevaricatore e fonte di lussurie e famoso con le più scurrili denominazioni. Invece  si è visto nel Phallus Dei, la pristina funzione di Padre del Verbo e Priapo fecondo, il Lingam venerato in India e fonte di culto ,quello Tantrico tra maschio e femmina (Yoni-Lingam(ARBOREFUSTUS) e con l’avvento di Siddharta  anche i culti qui  in Occidente velati persino del famoso Budda in piedi,  in statua itifallica,  che riceve le offerte votive dalle donne attesa di prole. Celebrazioni e liturgie remote e odierne tanto di Bacco-Budda che richiamano alla funzione procreativa non senza le celebri feste latine (lupercali) o riti del Carnevale ancora reminiscenze che si riflettono del mondo antico la gioia rituale delle grandi feste dei cicli stagionali come quello delle sfilate dei Carri e Carro di Iside o quello qui illustrato ed  addobbato dei festoni floreali e dell’Auriga fallico   come bene è nell’Hypnerotomachia Rinascimentale.(vedi illustrazione e argomento già illustrato)  Opera singolare studiata e consultata da Leonardo da Vinci, allo scopo ingegneristico e architettonico, perché vasto testo con citazioni di rituali, monumenti ed architetture templari e simbologie e figure. Trascrizioni di Segni, geroglifici ed tante epigrafi  del nostro arcaico passato. Etrusco, latino,  egizio  greco, caldeo  ect ,una enciclopedia o miscellanea da essere anche una Fonte Cronosemantica di tutte le lingue passate e delle metafore ed allegorie mitologiche simboli e logos sono il dizionario arcaico dei misteri et mistakes  tracciati su ogni pietra e iscritti nelle tradizioni orali e sino alla grafica moderna estrema sino ai cessi…misuriamo il fondo accattivante e osceno del caleidoscopio della nostra realtà quotidiana. ermaCosì nel presente conosciamo , verifichiamo  quanto sia prolifica la comunicazione della lingua e lingam o reale fonte feconda o georgica (geo= terra)virgiliana apostrofe e poetica goliardica in pompa magna da sempre celebrata  in riferimento al Sesso(in inglese) Gorgeous (in inglese) Magnifico, Magnificente, MagniFICO ! O gorgeous, glorious, swell. Sfarzoso, magnificent, splendid, ostentatious ! Fastoso, Eretto  luxurious, pompous, gorgeous, gaudy ,vistoso, flashy, showy, gaudy, large, garish cock Sgargiante Giant – magnum –  Gigante ! Logo di un rosario o florilegio poetico buono per celebrare ogni rappresentazione Dionisiaca- Priapea , che rientra nella dizione o chiave dell’esuberanza fallica. Somma di intrinseco significato, che si riscopre in ogni colta Menzione (Minzione = dal latino orinare e Min dio egizio itifallico) o Citazione da sciorinare dottamente, non escluse allusioni tacite o esoteriche, detti, fogge, guise, aggi e gamma di altre tout nature  figure floreali e faunesche – come quelle coronate dal grande corteo e coreo di donzelle e del disegnato teatro danzante, da cui attingere cosa di più arcano e misteriosofico, mistico o mistika cronou celi segreti e memorie di miti etruschi, latini e greci. Celebrazioni antiche così fastose e cicliche liturgie di feste popolari tributate alle forze della Madre Natura. Come nella liturgia del remoto culto Mitriaco ed il  Sacrificio del Toro con l’aspersione del sangue sul capo e corpo nudo dei neofiti(battesimo). Culti obnubilati , oggi facili da giudicare osceni o immorali, perché nudi e senza pudori e ora lontani da millenni con contesti e riti arcaici. Che invece possiamo sviscerare principiando  dai geroglifici, i vari significati, che tale glifo comportava nella scrittura come nel linguaggio profano e sacrale, nei tempi della civiltà dei Faraoni a quella dei Greci( dell’Erma Sabea, cippi fallici )e Latini.  In primis il Priapeo della tradizione grecolatina: Bacco Jacco, Dionisio, Pan ect(seguono icone priapee ) Varie sono le letture inerenti alle antiche divinità silvane e fonti dei tanti culti della fertilità della terra e dei cicli stagionali accompagnati ed abbinati  a ricorrenti festeggiamenti soprattutto alla raccolta dei frutti, grano, uva (bacco) vino ect  da giusto specchio dei ritmi della vita umana e della sfera sessuale o semantore attributo fisicos(naturale  in greco ) dell’organo gorgeous della fecondazione  =  della fertilizzazione(Torene in bulgaro Toirchiù in irlandese, pagpapabuna in filippino, fecundatio, lat.)e sua  prolificità biologica raffigurata con l’insegna taurina nei miti e rituali pagani. Parole, logo e segni come quello  graficamente perfetto del Geroglifico  egizio dell’ANKH  o la Chiave di Vita che come una Penna intinta nel Kalamo traccia con l’inchiostro , la goccia dopo goccia (the stille)dalla verga maschile nel cavo-utero femminile.yoni Metafora della scrittura antica, che ha con tale glifo del ConnuBIOS(Bios = Vita !) Biologico armonioso (Armonia figlia di Venere dea dell’Amore oltre a Eros). E che tradotto in tedesco “ Befruchtung” ci porterà anche a ipotizzare anche il Frutto (del mitico albero e foglia di Fico ) e la Foglia con cui si copre il grande pudore e mistero che si cela dietro questo stornare delle foglie della Grande Quercia  Dodonea (di Giove mito greco)? O quanto letteralmente viene coniato dai poeti  “ Sotto il Fogliame o les( Albero in russo ) branches i versi. Come leggiamo     nella quartina di Sigismondo Fanti , in primis il Priapeo della tradizione greca. Così scrive il Fanti nelle quartine :   Qual Priapeo che nanti al tempo(crono) s(p)esso- Falli i frutti maturare senza sapore- Così fa l’alchimista che forma errore – Che qual natura a noi non è concesso. Di Spiche coronate in maggio ai campi- Per far ricca l’Etade e lieti giorni- Vedrai Cerere far lieti soggiorni-  Se de Biscio color le eclissi stampi. (lxiii-xviii – iv-xci). Quanto la Cosa bene coincide ora  qui esponendo, senza pudore  e censura  e senza la Foglia di Fico e the Slices < con licenza > le fette di salame sugli occhi. Così dal Fico figurazione uterina della Natura e così alla sfera sessuale umana quanto vi è di allusivo al SERPENTE o Biscione che proprio ora  vive la sua stagione d’eclissi che qui si stampi , ricordando bene , che questo è l’anno del serpente che cambia pelle ..su cui abbiamo tanto già scritto ed così coincida allora questa eclissi  incredibilmente qui stampata nero su bianco tipograficamente su tutta la STAMPA delle News  ma ben altro si gioca pure satiricamente con la politica simbiosi del mito Priapeo, che sovente e anche spesso sesso – tosto così equivale in natura(pistillo)maschile  del fiore e pistillo. Ma avviso anche critico agli  esperimenti amalgama politica  e sia Alchemica (Organismi genetici modificati OGM) che causano-formano Errori (colpe, sbagli falli- mistakes ingl.) in natura come a noi non dovrebbe essere permesso, concesso. Eccoci alle Modificazioni(OGM) delle spighe dorate dei campi a scopo di arricchimento o super produzione , lungo il corso dell’Etade-Estate dorata-soleggiata.  Allora celebrando la dea delle Messi Cerere e godere di ottimi soggiorni. Qui si svela l’insidia della metafora-parabola del Fallo e del Biscione-serpente che avrà il colore dell’eclissi o del tramonto rosso ! Quello del  sole, l’occaso del Biscione ? Da Cosa che si stampi –  bene a caratteri priapei tale spira ed Intreccio di sensi quasi allusivi all’inganno del serpente nell’Eden ? Un segnale e avviso dei percorsi tosti e spessi nel tempo. Al Fanti piace dire cose che ci fanno ricordare le tre scimmie,  che non vedono, sentono, parlano. Ma non sono i sensi di vergogna o falsi mistici mistakes pudori con  Occhi chiusi nanti Phallus Dei…che troppi non osano dire ! Perché c’è ben altro da sussurrare come lo stormire delle Foglie di Fico che volano come allusioni in questa stagione per niente ricca di frutti, ma malsana stagione climatica sinché il Biscio colore eclissi o stampi nero su bianco dell’Urna ?.Cioè alla nuova e prossima stagione priapea ?Che sia foriera di grandi frutti e profitto, allusione alla ripresa nell’anno 014 un esagramma cinese di grande positività e acquisizione ,Ma lo sarà davvero ???    (segue seconda puntata) 

TRIFOGLIA

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