
Nessun Arcobaleno(IrainBow o the Rainbow) è mai apparso nella notte e non senza che il cielo abbia visto una grande Pioggia(the Rain). Quella bellica che il profeta ama qui allora stimolare la nostra capacità deduttiva appunto informandoci che a mezzo di Arti o Mars (belliche) tecnologie marine che susciteranno la Pioggia …su SCITE sopra gli SCYTHI- evidenziando chiaramente (con logos d’insolita matrioska) gli Iraniani…e incluso gli altri Scythi (i russi). Chi mette in campo queste nuove sofisticati weapons- nello scontro nel grande Golfo Arabico ?Il Grande Golfo Persico e gli Stretti.
La quartina è così indelebile nello svelare il clima dell’Arc en ciel o meglio le molte traiettorie luminose dei lanci di missili balistici e droni esplodenti in piena notte.(Nox, i nychta, Luci e lampi d’ogni colore dei Fuochi e Archi celesti che sono simboli coi sensi tanto opposti all’IRIS mitico segno biblico di Pace. Qui la Pioggia PRECIPITAZIONE diventa davvero una pioggia di missili devastatori. Ma farne il danno peggiore nel Grande Golfo /la Fregata grande che andrà a picco• naufraugera inevitabilmente ( azzardo evidente per navi, flotte, classi e l’Aquila Americana(Uccel di Giove così nominato in altra quartina del Fanti) che spazia nei cieli del pianeta coi suoi fulmini, razzi, missili e tanto altro nei cieli.
Che Da folgori celesti de Pirati-irati (rabbiosi)
Le navi senza dubbio abbrucerassi
Che così al fine(scopo) la penitenza dassi
A chi sempre al Mal far en preparassi(prepara-para razzi ?)

(LA Centuria Seicento 44)Ha un richiamo già postato nel passato molto prima che avevamo così anticipato lo scenario del Mar Rosso e dei Pirati( già nel 1984).A cui si aggiunga la quartina del Sigismondo Fanti(XIV°)ad ulteriore dato di come i PIRATI operano o sono i datori in tale area (YEMEN)dai : PRE- DATORI =. ! CONDUCTORES (lat.) in sloveno = ZAMESNAVATELE !!!
Ma di fatto a tale evento si rivela quanto avviene d’essere impreparati. E parati dai colpi strokes avversi. Viste le indubbie reazioni che portano ad allargare il conflitto dal Mar Rosso e Golfo Persico al Canale di Suez, la rotta da sempre delle Petroliere minacciate d’essere bruciate, colpite, affondate. Ancora più palese ecco di Nostradamus il 41presagio:

In campo navale quindi i predoni come abbiamo sviscerato operare saccheggi( pilllez- o illes & isole) Fuoco e fiamme ovvero Cale e Calori dovuti al clima della Mega Siccità, Megale Xeros (in greco)all’estrema ressa.
Tutto per non essere adeguatamente idonei o preparati o riparati in questa Offensiva. Questo è il Caso non visto- to See)ovvero incapaci di veder e prevedere lo sviluppo , così inaudito, incredibile inconcepito per le conseguenze.E così che dell’EST e del RANGERS USA la tropos truppa o la Grande Carezza, lo Schiaffo ! Schiaffone con Trump frappé.
Alla base in gioco ci sono così i Nove Paesi dei Re (Roy)Oylo (OLIO-petrolio) d’Oriente Esbly & Esbowly…Abbagliati / Sbalorditi !
(Esblowout- Esplosion ?)-l’Image di Trump dalla Stampa !

Da La Stampa giorni fa! the Car “ESSA “vedi greco l’allarmante anfibologia letale.
Di Notte(huict) per Arnantes(nuotatori) l’iris apparirà
Delle Arti Marine(Navali) su SCITEranno la Pioggia(Rain/Iran)
Nell’Arabico Golfo(fregrand)Classe (flotta) andrà a picco (naufragherà- parfoundra & foudrà-foudrez-saetta-strale! )*
Un Mostre en Saxe na(z)istra d’Orso e Troia(SOW).
Assolutamente la complessità dello scenario richiede somma attenzione per il suo sviluppo bellico man mano che gli eventi matureranno nel proseguo indicato.
Per chi non ricorda tempi indietro si era dato notizia con immagine eloquente, ma sappiamo che l’umano ricorda solo ciò che gli fa più comodo… non la realtà delle profezie.. ora che si avvicina il tempo sarà più facile ricordare. Agli ignavi vi ricordo di ricordarvi…
Incredibile il giuoco di parole usato nel Presagio nel indicare il President Trump nell’atto di licenziare, allontanare L’ESTRANGE(RE) Ranger chi considerato “Parassita” viene allontanato, licenziato dal suo lavoro,ma sempre Lui viene preso a schiaffi dai suoi stessi Repubblicani che non gli fanno passare leggi ad personam.
“A l’estranger le trop grande caresse”….
https://tech.everyeye.it/notizie/ranger-usa-rivolta-manifestazioni-licenziamenti-musk-trump-782395.html
ESTRANGE(R) = ALLONTANARE, LICENZIARE I RANGER
Interessante anche notare nel termine Rainbow se separato in due, Rain/pioggia, Bow/arco ma anche prua!!!
👍
Forse un po’ off topic, ma..ogni tanto guardare le immagini può dare spunti? Nell’immagine dell’ “Aquila di Giove”, il simbolo USA sorvola E DOMINA un mondo DIVERSO, in cui la disposizione dei continenti è assai diversa dell’odierna…guardate l’Africa tagliata a metà, l’Australia a farne appendice, l’Europa come ‘schiacciata, ristretta’ Nord e Sud America come allo specchio e il Nord America anch’esso in qualche modo mutilo.
Giusto le immagini danno spunto e parlano, per facilitare i lettori che non si perdano uscendo dal blog …nelle difficoltà del web. Consiglio di postarla. Grazie Givi
La collaborazione tra i componenti del gruppo di studio ha trovato la Coincidenza nella bandiera della Bassa Sassonia (sul filo del rasoio). E’ formata dal tricolore nero, rosso oro al centro dello stemma dello stato che raffigura un cavallo bianco rampante (il “cavallino sassone”) inserito in uno scudo rosso. (come sappiamo elezioni comunali e regionali importanti per l’instabilità nazionale).
Noi ci troviamo anno 2026 anno Cavallo. Da notare per politica (Russia e Giorgia) , per geologia da notare Venezuela. Cosa possiamo ancora aspettarci da gli altri stati o regioni , comuni, contrade con il cavallino? da qui e nei prossimi mesi…. via via osserveremo gli altri scenari indicati nell’articolo del prof.
Dal Mar Nero al Mar Bianco
Dal wall di Roberto Casalone
Prima che escano allo scoperto le oloturie parlanti che, all’apparire della notizia che l’Ucraina ha fatto uso, per la prima volta nella storia militare, di droni terrestri sganciati in zona di combattimento da droni aerei, se ne escono con gli usuali:
“Ah allora adesso arrivate fino a Mosca”
oppure
“Quindi l’Ucraina ha già vinto e non lo sapevamo”
Ritengo sia corretto dettagliare la cosa nei giusti confini, anche per prevenire i filoucraini (purtroppo sempre i soliti, ma dotati di ampio seguito) che, in buona fede, trasformano un semplice atto tattico localizzato, in una controffensiva devastante.
Intanto, l’Ucraina aveva GIA’ dimostrato il rilascio verticale di sistemi UGV, in zona di guerra, sebbene solo come “esperimento non combattente”, era avvenuto il mese scorso, quando un drone-madre, derivato dal Babayaga da bombardamenti pesante, aveva trasportato un modello ARK-1, in profondità, oltre le linee russe in Donbas, attuando quella che è stata già definita la “tattica marsupiale”, con la quale un UAV trasporta e sgancia a terra un UGV, ciò era servito a testare la fattibilità della cosa, in termini assoluti.
A livello di dottrina di impiego, l’utilizzo di droni aerei, vettori di droni terrestri, sulla carta, potrebbe consentire ad un esercito, di superare terreni difficili e impervi, che, altrimenti, potrebbero risultare ostici per gli UGV, ormai fedeli compagni di lotta, in vari compiti, per il soldato moderno, nel raggiungere le aree operative previste.
La mobilità verticale, d’altro canto, sta alla base dell’innovazione costituita dall’impiego militare dell’elicottero, molti decenni fa.
Ma……….nella pratica, tuttavia, tale tattica, come è giusto che sia, per una cosa appena nata, presenta ancora notevoli limitazioni, che ora vi illustro.
Il problema primario, è costituito, intanto, dalla capacità di carico utile del drone vettore, seguito a ruota dalla difficoltà a rilasciare, in modo efficace e sicuro, il drone terrestre.
Tradotto: se volete una cosa semplice, dovete contenere i costi.
Se volete una cosa sicura e perfetta, dovrete investire al massimo.
Il drone vettore, in questo caso, è obbligato a scendere a una quota sufficientemente bassa, rimanendo in hovering, per sganciare l’UGV, esponendosi così a:
1-rischi legati alla conformazione del terreno
2-rischi di perdita della connessione
3-vulnerabilità al fuoco da terra.
In alternativa, potrebbe lanciare l’UGV con un paracadute frenante, da un’altezza maggiore, ma questo non escluderebbe i punti 1 e 3, oltre ad aumentare i costi in modo significativo e la complessità tecnica della soluzione.
Pertanto, questa ingegnosa e innovativa tattica, più che una miracolosa soluzione, o un nuovo metodo sistematico di condurre assalti verticali, almeno per il momento, si rivela una “promettente premessa per il futuro”, particolarmente utile quando un drone terrestre dovrà superare un ostacolo fisico, come un corso d’acqua, una palude, un campo minato o una zona boscosa, che sarebbe complesso cercare di affrontare autonomamente.
Questo lancio, è avvenuto, come sapete, durante la seconda fase dell’Operazione “Vivaldi”, condotta dal Terzo Corpo d’Armata ucraino, nel nord della regione di Donetsk, durante la quale, le forze di Kyiv, hanno liberato Shandryholove, Derylove e assunto il controllo di Drobysheve, portando a oltre 125 kmq, la superficie totale di territorio liberato dalla presenza russa.
Come sempre sostengo, sono le unità tradizionali a ottenere i risultati migliori, in combattimento, la tecnologia DEVE essere un utile supporto, DEVE essere “combat prioven”, ma NON può sostituire il sistema d’arma “uomo”.
Sempre è stato così e sempre lo sarà.
Ritorno, ora, invece, sull’argomento Corea del Nord, perchè in sole 24 ore, si arricchisce di due novità, entrambe che fanno (dovrebbero far) pensare.
Lo faccio perchè ho intenzione, dopo aver collaborato alla stesura del (fino ad oggi) UNICO libro in commercio, che tratta in dettaglio delle forze armate di PyongYang, “On the path of Songun”, di prepararne un altro, specifico sull’arsenale strategico e sulla proliferazione nucleare e missilistica, alla quale, purtroppo, molto ha contribuito l’Ucraina negli anni 1993/1994, vendendo senza fare troppe domande, componenti motoristici e sistemi di guida, per mezzo di ingegneri e tecnici privi di scrupoli e trafficanti divenuti, subito dopo, oligarchi miliardari di successo, al regime nordcoreano che, in quei tempi, visse il periodo della “Marcia Perigliosa”, che portò alla fame, alla denutrizione (e pare, anche al cannibalismo) e alla morte un’intera generazione di milioni di abitanti, a fronte di un riarmo colossale, del quale, oggi vediamo i risultati.
Pensate che il peso medio, all’epoca di un maschio adulto, arrivò a circa 45 chili, per la donna, a 38.
A fronte, però, di circa 9 milioni di abitanti (dai 14 ai 60 anni, ambosessi), addestrati e SEMPRE disponibili, per la guerra, su un totale di 26……….
Ieri, proprio mentre scrivevo di Corea del Nord, questa ha lanciato altri due missili balistici, a corto raggio, in mare, dal poligono di Wonsan, il secondo ordigno, ha percorso oltre 600 km, secondo quanto riferito dalla rete di tracciamento della Corea del Sud.
Ciccio Kim, ovviamente, ha supervisionato il lancio e i media statali hanno diffuso filmati e immagini, dedicati al test di un “nuovo tipo di arma”.
Il primo missile, è stato lanciato intorno alle 15:00 (ora locale) e ha percorso circa 450 km, il secondo è stato lanciato circa tre ore più tardi, alle 17:50, percorrendo una distanza maggiore e raggiungendo una quota più elevata: circa 70 km, contro i circa 60 km del primo, stando ai dati di volo.
Su un monitor, visibile nelle immagini dei media, si nota la dicitura “traiettoria di volo Hwasongpho-11Ma-1”, identificando così il missile per nome, tecnicamente, l’ordigno, pare essere un missile costituito da una testata manovrabile ipersonico a planata (HGV), che si separa dalla parte propulsiva e plana verso l’obiettivo, anziché seguire una traiettoria balistica tradizionale.
Le immagini mostrano, sullo schermo del centro di comando, un grafico della traiettoria tracciata dal secondo missile, durante quella che sembrava essere una manovra di risalita (“pull-up”), seguita da un brusco cambio di rotta in volo, che rende, così, molto più difficile, per i sistemi di difesa missilistica, prevederne la traiettoria. In sè, il missile non è nulla di particolarmente innovativo, in quanto combina il corpo di un classico KN-23 (ossia il modello lanciato ogni giorno contro le città ucraine), con una nuova sezione terminale, costituita da un veicolo di planata ipersonico, progettato per penetrare le difese missilistiche e colpire bersagli a centinaia di km di distanza, di chiara origine cinese, in quanto già apparso in parata a Pechino, da alcuni anni.
La Corea del Nord sperimenta veicoli di planata ipersonici già dal settembre 2021, quando fece volare, per la prima volta, una testata manovrabile, a forma di cuneo (quindi di tipo “cinese”), successivamente abbinata al missile Hwasong-8, da allora, ha testato almeno altri DUE tipi di missili, dotati di testate simili: l’Hwasong-12B e l’Hwasong-16B a propellente solido.
In un test dell’Hwasong-16B condotto nel gennaio 2025, il Giappone ha stimato che il missile avesse percorso circa 1.100 km, raggiungendo un apogeo prossimo ai 100 km, la Corea del Nord ha invece dichiarato una gittata maggiore e due distinti apogei: una salita iniziale, seguita da un picco secondario più basso, compatibile con una fase di planata successiva.
I lanci di ieri, hanno rappresentato il quindicesimo e il sedicesimo lancio di missili balistici della Corea del Nord, nell’anno in corso, distribuiti su nove eventi di test, ha dichiarato il Ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi.
Si tratta di un dato quasi TRIPLO, rispetto al totale dell’anno precedente, che contava 5 missili in 4 eventi; Koizumi ha definito la situazione della sicurezza regionale “sempre più critica”.
Inutile che vi dica che tali lanci violano le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Questi, in ogni caso, sono avvenuti a solo una settimana di distanza, dal precedente test del 12 settembre e solo pochi giorni dopo che PyongYang ha rigettato una risoluzione ONU (l’ennesima prova dell’inutilità di questo carrozzone ignobile), che richiedeva “l’arresto del programma nucleare in corso”.
Questi tests, è palese che mirino a migliorare la capacità di deterrenza e di “first strike” nucleare (e non ) di PyongYang, nel contrastare e superare i sistemi antimissile Patriot, schierati dai paesi più potenzialmente esposti a un’aggressione nordcoreana (Corea del Sud, Giappone, Taiwan), soprattutto alla luce degli stretti legami in essere tra Pechino, PyongYang e il Cremlino.
In tutti i casi, si tratta di trattati di reciproca assistenza militare, dove un attacco ad uno dei firmatari prevede l’intervento in sua difesa, da parte dell’altro, e, lo ripeto, si parla di “attacco subìto” e NON “scatenato”, ma, l’astuzia millenaria cinese, ha già previsto anche questa ipotesi, infatti, se mai dovesse la Cina risultare coinvolta in una guerra, ad esempio contro Taiwan, la risultante rappresaglia difensiva taiwanese (e, forse, ma non è detto, americana), giustificherebbe per PyongYang, un intervento “a difesa dell’alleato”, invadendo il sud del paese, per poi minacciare, con l’arsenale nucleare, tutta la regione, di fatto paralizzando la geopolitica dell’Estremo Oriente, destabilizzando l’intero continente.
Esattamente come sta facendo Mosca in Europa.
Vale la pena anche menzionare anche un brillante studio, condotto dal RUSI del 2024, secondo cui la Corea del Nord produce soltanto i componenti di metallurgia e di materie esplosive, per i propri missili balistici, mentre TUTTI gli altri componenti, le tecnologie e persino i progetti per la loro realizzazione, vengono forniti direttamente dalla Russia, come pagamento per gli aiuti militari forniti per l’invasione dell’Ucraina e il sostentamento della macchina bellica moscovita.
L’intero sistema industriale nordcoreano, in questo modo, si trova, senza alcuno sforzo, ad avere per le mani tutto ciò che serve per diventare una potenza regionale, praticamente gratis, operando come filiera produttiva di ogni dittatura e regime del mondo, semplicemente “on demand”, lasciando a Pechino l’onere di sviluppare tecnologie sofisticate e ricerca scientifica avanzata.
Immaginate gli affari d’oro che Kim può condurre, vendendo, a chiunque ne faccia richiesta e sia disposto a pagare, sia vettori balistici che testate manovrabili con capacità di miniaturizzazione nucleare