Scritture del DISASTRO e della Solitudine nel Tempo della fine dell’ARTE. Francesco Correggia

 

co_25_26_27_28_29Abitiamo un mondo che vive in un collasso quotidiano, in un lento e inesorabile arresto del pensiero davanti a crisi improvvise, disastri ambientali, sfide tecnologiche, cambiamenti climatici, fanatismi religiosi che sembrano non avere mai fine. Siamo come esseri che vivono in un’attesa di un evento irreversibile, una catastrofe d’immane portata.  Il terrore ormai fluisce ovunque dalle città alle reti telesatellitari, dalla periferia al centro, dal Medio Oriente all’Europa aggiungendo maggiore sgomento e senso di insicurezza alle nostre già precarie condizioni esistenziali. Ora a essere minacciate sono anche le nostre conquiste democratiche, la tradizione illuminista, l’idea stessa di società civile e la medesima libertà di espressione, baluardo delle democrazie occidentali. L’attesa si fa angoscia verso il futuro che si fa sempre più incerto, insicuro. Ai disastri naturali come terremoti, inondazioni, tsunami e quelli prodotti dall’uomo si aggiungono ora nuove minacce che mettono in pericolo il nostro modo di vivere, la nostra libertà. Che cosa facciamo per riuscire a superare questo senso di disastro infinito? Continuiamo a stare abbarbicati alle nostre sicurezze mentre non ci rendiamo conto di essere davanti ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l’umanità deve scegliere il suo futuro. A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva molti pericoli ma al contempo grandi opportunità. Non bisogna avere paura di cambiare le nostre abitudini tenendo stretto a noi ciò che abbiamo, come se dovessimo partire verso un luogo sconosciuto e occorresse portare con noi tutte le cose, gli oggetti e i prodotti che finora hanno garantito il nostro benessere. Non ci rendiamo conto che per frenare la follia contemporanea occorre modificare qualcosa nel nostro vivere quotidiano, nei comportamenti individuali, nel linguaggio, nella politica e non far finta di niente e sperare sempre nella reazione degli altri.

Il disastro non è solo una parola pronunciata che accompagna la vita di tutti i giorni come possibilità che ci rende muti, che interrompe le abitudini, il desiderio e l’affermazione personale, ma è ciò che ci precede e che anticipa ogni calcolo.  Il disastro non accade nell’evento che fa esplodere le contraddizioni, cambia la storia, impone un passo diverso, costringe a un cambiamento, a una sostituzione bensì s’impossessa di noi lentamente un po’ alla volta azzerando qualsiasi posizione critica e possibilità di un cambiamento di rotta.  Ora i disastri di cui siamo informati che sembrano accadere a distanza attraverso lo schermo televisivo, si sommano con i nostri piccoli disastri quotidiani, formando una specie di rete mentale globale del grande disastro che s’insinua dappertutto, anche nell’amore.  Non ce ne accorgiamo ma questa rete forma una struttura, un’unica dimensione dell’impossibilità e della solitudine in cui siamo incastrati.

co_5_6_7_8_I disastri ormai si riferiscono non solo a quelli provocati dai cambiamenti del clima, o a catastrofi  naturali che inghiottono interi paesaggi sconvolgendone l’ecosistema ma c’è ben altro.  A franare non è solo un intero equilibrio sociale, politico istituzionale ed economico, o la mappa geopolitica della terra ma è la nostra vita, l’esistenza, la bellezza, la ragione. A tutto ciò bisogna aggiungere un’ondata di terrore senza precedenti che ci minaccia da vicino occludendo la nostra vista e mettendo in pericolo un intero sistema di valori condivisi. Al dialogo con cui si pensava di poter risolvere controversie, incomprensioni e differenze religiose si sta sostituendo l’istanza della ferocia, l’eliminazione del nemico, di chi non è d’accordo con noi.

D’altra parte non si deve dimenticare che quel che rende particolarmente urgente, interventi decisi e una presa di coscienza del mondo attuale che di disastri ne ha visti tanti, è anche la portata planetaria, globale senza precedenti della devastazione ambientale causata dai sistemi dominanti di produzione e consumo, il che sta provocando, l’esaurimento delle risorse e una massiccia estinzione di specie viventi. Intere comunità vengono distrutte e d’altra parte, i benefici dello sviluppo non sono equamente distribuiti e il divario tra ricchi e poveri sta crescendo sempre di più. L’ingiustizia, la povertà, l’ignoranza aumentano velocemente. In questo senso ormai il grande disastro si accompagna a una specie di stravolgimento interiore dei soggetti della scena umana e sociale globale. Esso ormai è ovunque, nel depauperamento del paesaggio, nelle istituzioni, nell’economia, nella finanza, nel quotidiano ma anche direi cosa abbastanza inedita, nello spirito, nelle relazioni umane, nell’arte e nella cultura.  Sembra svanito il tempo di un’emergenza metaforica, poetica e scritturale che ci avvia a una nuova dimensione etica, una rigenerazione del pensiero che ricomincia guardando più in là, in una prospettiva mutata, in un rinvenimento ontologico e di ricostruzione del senso delle cose .

co_9_10_11_12E’ l’inevitabile stravolgimento del mondo interiore che costringe l’occidente e gli individui che lo abitano in una specie di shock antropologico rispetto non solo alle tecnologie e all’ambiente naturale ma anche rispetto al pensiero e al pensato e alla stessa sparizione del senso la cui sorte riempie intere pagine di scrittura di molti maître à  penser del nostro tempo, impedendone il sonno e quindi anche la ragione. Ci troviamo in una corrente discendente, in una caduta verticale che provoca un disagio, impotenza, un collasso della condizione umana senza precedenti. In questa condizione è dunque possibile una scrittura dell’emergenza che non solo si fa interprete e testimonianza del mondo in cui viviamo, ma che incominci con lo sguardo, un respiro intorno al nulla che si sta impossessando di noi? Può tale scrittura impedire l’orrore, l’espansione di forme di generalizzazioni, di radicalismi insensati e negativi, di inumanità, di nuovi terrorismi e barbarie religiose?   La scrittura così come anche l’arte appaiono non più mondi fecondi da cui poter ripartire, ma come terre desolate. Le parole non sono più erranti enigmi o scogli di un’urgenza metafisica inderogabile che possono far ripartire un dialogo, una possibilità, un senso planetario del nostro abitare il mondo, ma diventano una materia feroce di scontro, di suggestioni. Una materia disarticolata e terribile, che ha perso ogni supporto, ogni onda di attraversamento o di ricongiunzione non solo con le cose dello spirito ma anche con le cose della realtà. Tutte le parole, comprese quelle dell’arte, sono diventate merce, segni verbali tramutati in onde d’immagini traballanti senza referenza, senza profondità e spente in un oceano nientificante.  La sofferenza del nostro tempo somiglia a un’immagine: Un uomo scarno, la testa reclinata, le spalle curve, senza pensiero, senza sguardo. I nostri sguardi volti verso il suolo.

co_17_18_19_20La Scrittura del disastro, scrive Blanchot, è un infinito intrattenimento sulla catastrofe cui non segue però alcuna redenzione.  Non c’è possibilità di tempo per il disastro, né di un passato, né di un futuro, esso è piuttosto un contretemps.  Si tratta di un genere di scrittura frammentaria che non soggiace al fascino del sistema, e alla telefascinazione; essa è piuttosto una sospensione temporanea, un’esigenza quale possibilità altra di scrittura: lo spazio bianco tra le parole. Questa rottura non è un’istanza né una separazione ma uno strumento che spinge i frammenti al limite e al tempo stesso è ciò che è stato rotto, infranto. È soltanto quando abbandoniamo ogni statuto nella e della scrittura che si profila la scrittura del disastro: Quando tutto è detto, ciò che resta da dire è il disastro. E’ proprio in questo contrattempo che la parola del disastro è una parola d’interruzione che conduce al di là di ogni discorso, di ogni spazio, ma anche di ogni frammento. Il disastro è dalla parte dell’oblio; l’oblio senza memoria, il tirarsi indietro immobile di ciò che non è stato tracciato – l’immemorabile forse; ricordarsi attraverso l’oblio, daccapo il fuori.  Tuttavia dobbiamo dover pensare e dire che la scrittura non può essere soltanto un’intermittenza, uno spazio di interdizione ma deve ristabilire un nesso, un’esposizione profonda con il senso stesso del prendersi cura e del senso stesso delle nostre pratiche di vita. La ricomposizione è insieme un riconoscere e una riconoscenza della storia umana, del suo corpo che è anche il nostro di corpo, un giungere a una dimensione poetica della vita, come luogo delle nostre esperienze. Soprattutto la scrittura, nel tempo dei disastri e del terrore, deve recuperare la sua forza di denuncia, di critica, farsi ingiunzione etica verso universi verbali di nuove significazioni.

Deve esserci una volontà e una ragione  che ristabiliscano un equilibrio, un rapporto, un progetto culturale,  un’intesa sociale e religiosa contro ogni forma di intolleranza  e di  estremismo fanatico che devasta i corpi , li decapita,….negando loro l’ultima traccia del volto e ogni interezza con l’essere che non è più.

Corpo, volto  parola e scrittura sono la sostanza dell’essere e del suo rapporto con il tutto, cioè dell’essere nel tutto. La scrittura è proprio segnata dalla presenza del volto dell’altro, se si spezza questa unitarietà, si distrugge il mondo stesso e qualsiasi parola umana che ha nella memoria la sua essenza originaria.  E’ solo nello spazio bianco lasciato dalla parola che la scrittura diventa feconda e prende corpo come carne del senso.  Sono le parole dei poeti degli artisti il loro linguaggio che rigenerano l’abitabilità del mondo, a portarci nel tutto, a farci superare il guado, ricomporre i frammenti, trasformare il disastro in opportunità, in un rinvenimento del senso di comunanza, di appartenenza.

Noi siamo, allo stesso tempo, cittadini di nazioni diverse e di un unico mondo che ci rinnova. Anche se a impedire una rigenerazione del senso che, dalla frammentarietà porta a un passaggio, sono proprio le parole che non è possibile riattaccare a quel nulla che si deve conoscere tuttavia è da questo limine, laddove non c’è posto neanche per introdurre una domanda che il disastro parla in noi fosse anche per oblio o per silenzio. Interrompere il flusso del linguaggio con il corpo significa proprio devastare l’essere, uccidere quella parola che nasce dal silenzio e vi si fonda.   Ciò non vuol dire ridurre il nostro intervento e chiudersi in un non agire, al contrario bisogna non farsi intimidire, ribattere colpo su colpo al fanatismo estremo con la parola, la satira, il gesto, la presenza ovunque e in ogni luogo senza perdere di vista l’incontro e il dialogo con chi, anche se da prospettive diverse dalle nostre è per la pace, la cultura, il mondo, la vita.  In questa dimensione del disastro permanente non c’è alcun rito, religione o ricetta che possano salvarci, se non la comprensione di ciò che sta accadendo. La trasformazione che dobbiamo attuare per impedire che il grande disastro sia irreversibile può solo partire da una logica nuova, da una conoscenza autentica e rispettosa del pianeta, dal riconoscimento delle identità culturali ma anche delle differenze e dal senso di una responsabilità universale a cui siamo destinati. Dobbiamo in virtù di una riflessione vera del nostro abitare il mondo saper anche rinunciare alle cose inutili che non possono accompagnarci in questo viaggio, dall’iperproduzione allo sfruttamento del territorio, dalla moda alla spettacolarizzazione della cultura, dai guadagni veloci a una finanza selvaggia, in breve di tutto ciò che provoca altro sfruttamento, altra povertà.

E’ proprio questo cambiamento delle nostre abitudini a essere particolarmente difficile e doloroso; solo quando tutto si è oscurato, regna l’illuminazione senza luce che certe parole annunciano.  Finora abbiamo avuto a che fare con le immagini del disastro e non con il suo vero sopraggiungere, non con le parole che illuminano la storia e ci fanno capire realmente dove stiamo. Continuiamo a concepire il disastro come uno spettacolo televisivo che appare dalle luci degli schermi e non come ciò che ci leva la terra dai piedi, che all’improvviso può spazzare le nostre vite. Il problema consiste nel fatto che le parole che oggi sono usate dai media ci abituano a pensare che tutto sia abbastanza distante, perfino gli atti più indescrivibili, più violenti, le catastrofi, i naufragi, la morte e che dunque non dobbiamo preoccuparcene. E’ cosa di altri e non nostra, non ci riguarda. Le parole che dovrebbero nominare le cose le allontanano trascinandoci in un torpore, in un devastante cortocircuito finché poi le cose non si rivoltano contro di noi per davvero, tanto da esserne implicati. E’ allora che ci stupiamo e ci domandiamo del perché sia toccato proprio a noi piuttosto che agli altri.   Purtroppo a prevalere sono le forme di egoismo, d’ipocrisia, di chiusura mentale, d’impotenza, queste sì devastanti per il procedere umano, per lo stesso sentimento di amore, e per qualsiasi scrittura compresa quella del disastro. Bisogna dunque reimparare a pensare avendo in mente ciò che la storia ci ha insegnato; perseverare nella ragione, vivere con amore e parsimonia, pur comportandoci in maniera ferma e decisa rispetto ad atti insensati d’intolleranza e negazione delle libertà individuali e di attacco alla convivenza democratica. Prima che il disastro si espanda in una dimensione incontrollata e catastrofica, bisogna scrivere per difetto, usare gli errori e soprattutto scrivere nella proibizione di leggere, scrivere per rifiuto, obbligarsi alla vita, rispondere con forza a chi spara all’impazzata su civili inermi nel nome di un estremismo religioso che non ha ragione di esistere e che non ha niente a che fare con la vera religione dell’Islam ma solo con la barbarie.

co_21_22_23_24Da ora – soprattutto bisogna reimparare a pensare sulle cose del mondo con sguardo interrogante,  con gioia e umiltà. Ancora una volta si tratta di riavvicinare il corpo alla scrittura, a quella lingua  che può essere condivisa da altri e oggetto come tale di uso comune. Le scritture del disastro possono diventare da questo punto di vista il terreno fecondo  della espropriazione e riappropriazione del soggetto, ma anche dell’uso dei corpi verso un’alterità possibile. Prima di doverci accorgere quando ormai è troppo tardi, che le nostre libertà si sono ridotte, che tutto è perduto e non possiamo porvi rimedio, devono essere le parole, le matite, le forme di espressione visive e verbali a diventare la nostra ossatura, l’abito mentale, il corpo e l’armatura che ci consentono di attraversare l’oscurità e di vivere senza paure e in pace. E dell’arte che cosa ne è, rimane muta o è ancora quell’ultimo baluardo di possibilità, di bellezza e sensibilità, apertura di senso che non può essere represso? Ne riparleremo nella seconda parte.  Francesco Correggia      

 

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Informazioni su Renucio Boscolo

Renucio Boscolo nato a Sottomarina (Venezia) il 25-04-1945 quasi allo scoccare della mezzanotte alla coincidenza del Giorno di san Marco ( 25 Aprile 1945)e ricorrenza festiva del Leone della Serenissima e anche storica Giornata della Liberazione così alla Fine della II° Guerra mondiale, che sulla spinta degli eventi, poi è trasferito coatto a Torino e a Aosta. L’inizio scolastico bilingue (italiano francese)quasi voluto dalla sua Grand Mere, della famiglia Novelli Farnese, che scelse il nome di Renucio (degli antenati Farnese) e che avrà peso quel patois-francese per tutti i suoi futuri studi sommati alle reminescenze dalla viva voce della Nonna che gli recitava singolari presagi del libro precocemente inculcato che anticipava il Futuro. Una premessa singolare che è la predestinazione dall’infanzia a tuffarsi in letture storiche e sino dal quattordicesimo anno aveva già in tasca la tessera della Biblioteca Civica(Torino) divenuto Topo da biblioteca con il divorare i testi più inerenti alla sua passione così istillata da far emergere la vena interiore e come un verde pollone crescere sino ad albero (Bois-Bosco), che lo ha portato diventare da illustre conosciuto a studioso, poi emerso prepotente sulla scena dell’editoria e della carta stampa alla fine degli anni Sessanta ,principio Settanta (Seventy). Torino allora il cuore della del gruppo CLYPEUS e Giornale in cui si affrontavano le tematiche dell’INSOLITO , spazio, tempo, astrofisica, astrologia, archeologia archeostoria, di tutte le civiltà e culture e i loro enigmi che fanno scattare nella mente umana i più grandi interrogativi sulla vita e sul destino dell’Uomo. Prodromi di quel filone d’incontri e conferenze librarie che hanno dato il via a Torino Città Magica lungo le sponde dell’Eridano padano ad opera di svariati scrittori e fantaesoterici dell’una all’altra sponda, credenti o bastian countrari. Dagli inizi degli anni Settanta galoppa il filone editoriale con la MEB(Torino) che ha pubblicato Kolosimo e il primo libro di Renucio Boscolo: Nostradamus –Centurie e Presagi - (1972). Tempi magici all’ombra della Mole ed indovinate stelle che da allora la fama di Nostradamus ha navigato anche con una pletora di emulatori e facili simulatori, alla ricerca del segreto per anticipare il domani. Nessun editore ha mancato in questa sfida , che si è rivelata mondiale chi a favore e chi contro. Ma solo in Torino che la storia consta dell’elemento unico ed inequivocabile dell’Epigrafe secolare (1556)che anticipava che ICI - Qui Chi avrebbe onorato Nostradamus e chi qui chi lo avrebbe denigrato. Ad ognuno la sua mercè. A chi Gloria e Vittoria ed agli altri la Rovina Totale. La Sentenza sibillina che da secoli pesa come una Spada di Nostradamocle ….sul capo dei suoi detrattori. Perchè così è scritto nell’epigrafe : Nostra damus aloge ici & Ici EGO(la) SUM d’ART(e)SON ! L’indizio telegrafico che porterà Boscolo a concepire l’Arte –tecnica del suono, così sommato con le supputazioni fonetiche o Anfibologia che ha in ogni lingua e verbo-suono la parola reca come Semantica, Significazione ulteriore che porterà alla Cronosemantica applicata così a tutti gli scritti del Nostro. Il Messaggio ha con Boscolo una decifrazione e analisi che porta ad altre scoperte , sino a toccare con mano e vedere la pietra di marmo su cui fu incisa la sentenza originale collocata non a caso in Torino dal 1556 e custodita da una antica famiglia sino a giunger a Boscolo che ha fatto i primi passi e lungo i decenni le ulteriori scoperte e composto nuovi testi per diffondere e far conoscere il Verbo di Nostradamus secondo eventi mondiali clamorosi che confermano le anticipazioni delle quartine. E’stato negli ani Settanta, invitato a Salon (Provenza dall’allora sindaco della città, dimora di Nostradamus)ove anticipa lo scenario della Rosa in Pugno, presagio lieto dell’Avvento dei Socialisti di Mitterrand sin dal 1972-1976, questo Scenario è inconfutabilmente esposto nel suo: NOSTRADAMUS - Gli anni Futuri (1976) che gli editori francese hanno gabbato o dissentito da Boscolo preferendo chi l’ha emulato e plagiato. Invece la storia clamorosamente assiste alla Vittoria della Rosa ,al fiorire della Rosa. Al nome della Rosa(Eco)al Guns of Rosis. …e quanto di più violento ad esso nome Rosa (sanscrito = violenza)si abbatte sino contro il Papato secondo la quartina nota in tutto il mondo ( 2.97). Boscolo dimostra e prova la sua priorità interpretativa ed l’esegesi corretta. Pubblica altri titoli e sbarca in USA per pubblicare il suo Key to the Future(Abbot Press, California). Pubblica nel 1984 ritornato dagli USA per Musumeci (Aosta) Nostradamus la Chiave di Lettura persino mensili scientifici pubblicano i versi della quartina di Nostradamus optando la decifrazione con il Computer mediante i primi programmi di traduzione plurilinguistica suggeriti da Boscolo con la Cronosemantica che vede allora battezzare il sistema Try of Wood , la prova del Bosco ! La Chiave per decodificare i versi che svelano sensi inquietanti nonostante i solo cinquanta milioni di memorie e non miliardi necessari al Sistema Cronosemantico, che riesce a fare l’an plein, compreso solo molto tempo dopo , traducendo il fiorire della rosa con Goulistan = il Giardino delle Rose(in persiano)che nessuno si capaciterà di intuire poi il luogo geografico ove nel futuro: “Quando fiorirà la Violenza- la Rosa “ …Goulistan = l’Afganistan ! Ma tutto questo è già esposto nel testo del 1984 Key to the Future in relazione alle cronosemantica ed ai sirti del globo in cui si manifesterà il fiorire della Violenza specificatamente indicato il logo latino di Gedrosia (Afganistan)e Battriana dei greci ! Ma come sempre del senno di poi sono piene le fosse a causa della violenza che fiorisce in luogo come i bastian countrari che negano tutto e chiudono gli occhi per non vedere la luce del Sole. Sono pubblicati negli Oscar Mondadori dal 1979 con il titolo di : Centurie e Centurie e Presagi, a cui segue : Nostradamus L’Enigma Risolto - 1988.(Il manuale di interpretazione di un secolo di storia 1900-2000) e il successivo Così Parlò Nostradamus (1998) libro attualissimo perché è il più vasto scenario della storia passata,presente futura sino al 4000 Millennio contenente prepotenti scenari e datazioni inconfutabili confermate dagli eventi planetari. Ed a cui sono seguiti titoli più che emulatori ed millantatori. Ma Torino: famosa metropoli con il Museo Egizio, secondo al mondo, polo di un fascino che accomuna Nostradamus a Boscolo che dedica un’altra sua scoperta o Stargate , la porta sulle Stelle è del 1985 la prima stesura della traduzione del papiro e geroglifici di Unas (Quarta dinastia) che avvalora la teoria di Temple(il segreto di Orione) sull’ascesa nei Cieli del Faraone con la descrizione ricca di dettagli spaziali e busters spaziali antelitterram oltre al Varco Celeste ed al tuffo nell’abisso dei mondi stellari(Orione). La grande epopea della suggestione poi sugli schermi e movies e tv. Prosegue negli Oscar Mondadori con : Il fato, la fortuna, il futuro con le Rune (1990).Segue nel 1991 : LUCIFERO Incubo Terrestre. Dai miti egizi,ebraici,babilonesi,greci,latini, cristiani, arabi ecc…all’Anticristo. Poi con Gribaudo Editore (1990)NOSTRADAMUS. La chiave e la spada del profeta. Il successivo : I Destini d’’Italia (1991) Scenario sulla politica italiana,dalla Lega ai Balcani. Sempre periodicamente,anno dopo anno,dal 1980 in poi esce nelle edicole italiane L’Almanacco Nostradamus che fa il punto della situazione italiana e sia la mondiale sotto le allegorie astrali,occidentali e del celeste impero(astrologia cinese). Il segreto di tante allegorie va rinvenuto grazie alla ricerca che prosegue secondo l’indicazione della celebre D.M. ovvero l’Epigrafe di Torino che nomina Par Ma Documenti in modo specifico nell’altro testo del Nostro nella sua pagina finale dei : I Geroglifici di Horapollos, testo del cinquecento in cui molti vogliono decifrare seguendo una fonte greca, i geroglifici egiziani. Epopea di scoperte e bufale per arrivare a dare un significato ai molti papiri scritti ritrovati nelle tombe , che è un testo sin troppo ignorato di Nostradamus che vi dedica l’attenzione come per altri testi greci di Medicina(Galeno)e così amplifica e indica la via maestra anticipando Champollion nella questione egizia ,bene specificando che nelle Cartouches-Cerchio sono racchiusi i nomi dei Faraoni oltre alle altre fonetiche di geroglifici e informazioni astronomiche sino alla stella Sothis (Sirio!)ed al mistero di Orione , informazioni presenti nel testo. E questo testo curato dal Boscolo è stato rifiutato da una fondazione bancaria che finanziava il museo egizio di Torino. Le informazioni che dopo millenni e secoli sono corrispondenti al vero oltre a svariati temi e chiavi inerenti alle enigmatiche allegorie delle Centurie. Una Intuizione condivisa anche da altri studiosi impegnati anch’essi alla ricerca della misteriosa D. M.(in Torino)Diis Manibus …Anubis ! Logos eclatante con il nome del dio dell’Oltretomba o Infero come è spiegato nel testo dei Geroglifici del Nostro con tre geroglifici una Faccia + Due occhi fuori della testa. Segni eloquenti con una traduzione secondo i geroglifici e che gli esperti invece snobbano per non accreditare Nostradamus che così bene dimostra l’altro campo di esplorazione e ricerca che ci riporta al fascino ed alla passione che accomuna molti per l’antico Egitto ovvero il paese dell’Ape del Giunco (Alto e Basso Egitto)la terra dei Faraoni. Altro scibile che vede Boscolo impegnato a illustrare un filone che diverrà ridondante ad opera di celebri scrittori francesi. Pubblica sulla civiltà Maya Aztechi per il Torchio Edizioni (Milano 1996) Gli Dei,l’acqua,il vento,il fuoco Gli animali del più fantastico oroscopo Maya Azteco. Indicando il ciclo del 2012 come poi altri testi ampliamente ne faranno scoop e argomento editoriale. La profezia Maya che come uno Tzumani editoriale si diffonderà nel mondo mentre resterà questa fonte invece ignorata sebbene diffusa via WEB con i dettagli in parte ora bene riscontrati. La dimensione dell’Internet spalanca la nuova finestra ma non è la sola con cui Boscolo comunica perché si inaugura o meglio nasce la Babele in Internet con tante ripetute inaudite …bufale. E poco servono le raccomandazioni fatte da decenni in svariate presenze televisive RAI o Mediaset e soprattutto al Costanzo Show, ma questo è visibile a tutti per chi sa ciattare o su WW. EDICOLA.WEB.IT…… Le Prove delle anticipazioni sono sempre corredate dai testi pubblicati nei libri e le pagine diffuse via WEB. oltre ad varie interviste tv su argomenti specifici e sempre datati. Quanto è stato ripetutamente pubblicato sugli Almanacchi di Nostradamus che così informava, anno dopo anno le scoperte e le suggestioni di scenari incombenti(Vedi 1998 descritto l’attacco dal cielo con un 747 su New York da parte Islamica) e soprattutto alla fine del Millennio la scoperta della Lettera Farnese (Parma )diretta al capo della Curia Romana, Cardinale Alessandro Farnese, una comprova dei suoi intrecci con la Chiesa e dei carteggi che ancora non sono stati svelati. La Lettera Farnese ( o Parma documenti) si inserisce perfettamente nel percorso della ricerca perché comporta indicazioni astronomiche esatte degli anni in cui si verificano eventi clamorosi per la Chiesa (1605 anno dei tre papi) e ogni ripetizione e scenario dettagliato. Il testo fu consultato da Pio IX . Descrive una grande Eclisse sull’Europa e sui Balcani e lo scenario di un conflitto che oltre Belgrado, riguarda Pristina e Pale (Kossovo) e la minaccia piramidale delle ali dal cielo con operazioni belliche…. sino alla peste bovina e a luoghi esposti a radiazioni nocive,mortali. E una rovina per il mese di settembre “ più USA(Usama)Amaro America che del Fiele e dell’Aloes (Sheol in ebraico l’inferno) ! Questo testo è stato purtroppo censurato nonostante le tante conferenze e relazioni ai Lyons, Rotary,Kivanis, oltre a scuole, istituti ecc… incluse le interviste a cui sono stato invitato o ho rilasciato allora alle maggiori testate. A dire il vero ho avuto la bocca chiusa! E quanto scoperto è tutt’ora censurato ed il testo stesso in attesa di un editore contro corrente che abbia coraggio di pubblicare l’intero testo della Lettera che riguarda i prossimi XX anni del XXI ° secolo. Ma i contenuti di tale Lettera sono appunto persino sin troppo singolari e personali se indica nel nome l’interprete o il Nuncio che deve svolgere tale compito con tutto quanto di ingrato e poi accaduto nei dettagli che sono elementi determinanti per arrivare ad un’altra scoperta o grand soupe o scoop ? Circostanze davvero inquietanti se un raro testo del Rinascimento Italiano stampato proprio a Venezia ,ove sono nato, composto da 1628 quartina astrologiche come quelle di Nostradamus ma invece, scritte e stampate 29 anni prima delle famose Centurie, a Lione come all’ombra del leone di san Marco. Dopo 500 Anni …come la Fenice che rinasce dalle ceneri (pure la Fenice di Venezia)evocando il mito Egizio che consta della analogia dei Cinquecento anni tutte accavallate giusto nel 2003! Annata che vede più pubblicazioni celebrare questi Cinquecento anni 1503-2003 dalla nascita del Nostro ed il conio di una moneta d’oro e francobolli con la sua l’effige. Una Giostra incredibile di opinioni sulla figura storica di Nostradamus per cui dedico su due testate, un vasto compendio Intanto prende spazio la scoperta prepotente dell’insolito libro che porta nella mia vita di colpo concetti e teorie sul tempo e la storia, la cui portata non è stata ancora considerata efficacemente per il mondo intero. Qui gioco forza avviene la comparazione tra Sigismondo Fanti e Nostradamus sino a comporre il Testo della SUMMA PROPHETICA ( Editore Priuli Verlucca 2006) per portare alla luce la scoperta e l’esegesi rivoluzionaria che offriva un panorama diverso sulla Scienza, la Matematica, l’Architettura,l’Astronomia, la Tecnologia qui mascherata e quanto più di un venale Gioco giocoso della Sorte,il libro TRIONFO di FORTUNA racchiudeva da ben cinque secoli. La lingua (linguaggio) leggiadria d’Adria (Venezia)del Rinascimento,capitale editoriale di allora, ha tenuto così molti distanti dal nocciolo di questa opera per cui non sono mancati i Soloni che hanno sparato dei giudizi inetti,ignari che la lingua di questo libro è quella mia di nascita. La scoperta di questo libro del Rinascimento contenente implicazioni che coinvolgono i grandi geni dell’epoca diventando l’ulteriore campo di indagine che meticolosamente ora possiamo mostrarne gli esiti nel nuovo libro scrupolosamente quartina dopo quartina l’architettura di nozioni nell’opera abilmente sparsa tra abili ingenuità erotiche o cavalleresche appetibili nei Giochi di Corte di allora. Dopo la scoperta con interviste(CHI)e pubblicazioni sia sul WEB sono apparsi quindi ulteriori elementi,soprattutto quelli a carattere economico politico e nomee di Leaders (Barak,Mubarak) con quartine specifiche su tali protagonisti e contrapposti destini di nazioni e popoli . Una scoperta che apre l’Orizzonte umano così dall’Alba del Terzo Millennio che di fatto assetato di indizi per il Futuro ha con questa rivelazione ben Tremila quartine,che proiettano dal passato al presente ed nel Futuro ulteriore, il testo con la più vasta gamma di protagonisti e scenari riferenti ad ogni tematica prossima date le Crisi dell’economia, del lavoro, dell’agricoltura(FAME) Sanità, Pandemie e le carestie cicliche. Tzunami, siccità e piogge, sismi ed quanto altro di natura caleidoscopica ed enciclopedica si rivelano oggi essere informazioni dalla vastità globale che è ancora impossibile elencare il tutto così nominato futuro salvo comporre un index o sinossi totale. Nessuna mente umana è idonea contenere tale fonte-oceano di dati da essere man mano assimilati e spiegati opportunamente memorizzati ed evidenziati da chi ha sia esegeta da oltre 40 anni. Per questo conferenze, meetings, lezioni universitarie e pubblicazioni seguiranno allo scopo finale di conoscere il più vasto panorama delle probabilità che possono essere anche circoscritte in alcuni specifici grandi transiti astronomici & astrologici. Teoria che deve trovare conferma più volte per essere determinata come bussola per tutti gli altri eventi futuri. Nel 1984 in California si è giunti alla Fondazione o Key Fondation per esaminare tutto quanto Nostradamus aveva lasciato ai posteri. Queste promesse sono risultate un impegno solo fumoso. Ma oggi nel Terzo Millennio fare i passi opportuni dopo il binomio Fanti & Nostradamus dopo adeguate pubblicazioni lavorare per una Fondazione o Accademia o scelta Museale in un specifico luogo ove tutto si incontri nel tempo presente e nel futuro per fare frutto delle conoscenze che man mano saranno rivelate e fatta raccolta di tutto quanto sia inerente alla Storia e al corso lungimirante contenuto nelle quartine astrologiche del Fanti e nelle Centurie del Nostro. ********************************************************************************
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2 risposte a Scritture del DISASTRO e della Solitudine nel Tempo della fine dell’ARTE. Francesco Correggia

  1. MIRANDA ha detto:

    Caro Professor Boscolo, più volte ho letto e riletto questo ultimo scritto, che credo inviti tutti a riflessioni profonde, ad un approfondito esame di quanto in questi ultimi tempi siamo costretti a subire, ignari della malvagità e crudeltà terroristica di cui oggi tutto il mondo è come intrappolato in una sorta di rete nera e malefica che distrugge e annienta quanto di più prezioso ci sia nel nostro Creato, nel nostro Eden, incluse le opere d’arte tramandateci da secoli dagli antenati di tutte le nazioni, per cancellare la storia e sprofondare così nell’ignoranza più bieca.
    Stiamo vivendo in un tempo di grande disastro ambientale, a causa di terremoti e alluvioni, inquinamento atmosferico, causa poi di allergie più o meno gravi, disgrazie e sciagure di notevoli proporzioni in tutti i settori della nostra vita: ferroviario, aereo, navale, grave crisi economica, con migliaia di disoccupati giovani e meno giovani, senza speranze, senza prospettive, senza futuro. Stiamo assistendo giornalmente ad una strage di Cristiani, un vero olocausto, uccisi sgozzati o decapitati.
    Noi occidentali non comprendiamo come sia possibile uccidere in nome di Allah. Sarebbe anche possibile che a caricare di tanto odio i terroristi siano motivi economici e politici, sete di dominio, smania di potere.
    Il nostro Santo Padre Papa Francesco ha già più volte ribadito che “il nostro silenzio è complice della persecuzione dei Cristiani” difatti non è da buoni credenti Cristiani lavarsene le mani, speriamo quindi che l’occidente e la Comunità Europea prendano presto urgenti provvedimenti: è ora di combatterli !!!
    E noi intanto continueremo a scrivere, a difendere la nostra fede e la nostra medesima libertà di espressione, senza lasciarci intimidire dal loro fanatico terrorismo –
    .

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