NAPOLEONE L’EMPEREUR…dei Francesi !

Marchiamo la ricorrenza inevitabile per tanti Ode e Citazioni , Libri di storia – quanto si è fatto due, doppio corso da Modello complesso dell’ascesa di un Uomo ai sommi vertici dell’OCCIDENTE. Ma ancor prima una mano ha scritto da oltre cinque secoli quanto di GLORIA e a mare termine piena di amarezza sia compiuta tanta vicissitudine umana , che ha infervorato studiosi e appassionati , anche sottoscritto e l’amico compreso il celebre Gustavo Roll, a cui alcuni testi napoleonici erano destinati,prima che varcasse le soglie del Tempo . Lui dei cimeli oltre cui possedeva persino il carteggio delle Lettere di Josephine al suo amato. Cose ora finite tra le nebbie di un furto misterioso e che mi erano promesse. Per continuare la raccolta di tutto quanto verteva sul Grande Italiano il “ CORSO” spodestato dal suo scanno per l’alterna sorte che la FORTUNA riserva sempre con le sue Due Facce, le Doppie ambigue finalità dalle Stelle alle Stalle !

Monito per ogni Principe e Leader attuale di come la Ruota della Fortuna gioca orrendi scherzi. Quello peggiore che sinora i soloni francesi tanto devoti al bonapartismo ricercando nelle Centurie ogni quartina che celebri con i suoi vaticini l’Imperatore nato vicino all’Italia….. hanno fatto cilecca non immaginando che esiste un lettera di Nostradamus di varie facciate in cui preannuncia l’Imperatore dei Francesi e la sua analogia con Alessandro Magno in cui volle rispecchiarsi Napoleone stesso…con il ritorno al culto della classicità come bene i pittori dell’era hanno raffigurato l’era Imperiale dall’inizio sino ala sia fine(Sant Elena).

Facciamo così bene ricordare che tale testo è stato pubblicato, ma nonostante la documentazione editata apposta, alcun ecco c’è stato. Cosa da tempo coperta da tale sordità e sordida indifferenza che avrebbe dovuto far andare in giuggiole i nostri vicini fans di Napoleone.Ma c’è sempre tempo che oltre Alpe si ricordi di Torino e della D. M. l’escripture Domus Morozzo….venuta alla Luce sotto i cieli delle IADIS del TAURO- a discapito degli invidiosi che ancor tosto amano fare gli struzzi.

Ma se non bastasse ecco l’altra colonna portante della mia ricerca che da anni faccio divulgazione e dimostrazione.Ecco dal testo di Sigismondo Fanti – alcune quartine vaticinanti il destino del Grande CORSO , qui logo bene abbinato ossia paragonato a FEBO, ovvero APOLLO,il Nuovo Apollo, NEAPOLLION d’Italia ! Quartine che così’ telegrafiche bene postate poi bene servano a studio e concentrazione di scoprire il Fanti che non possasi ignorare o tralasciare il ruolo di tanto protagonista grande belligerante in campo vittorioso…sino al suo ultimo fatale corso.Come ognuno potrà decifrare la somma di informazioni racchiuse da tale arte semantica rinascimentale maestria.

( IX-CXI)

Fatto havra Due Fiate(fatali)il Vago Corso.

Come FEBO,l’Italia a gran Vittoria aggiunge

Se con Saturno turno Giove il Cancro gionge

Senza bisogno(bis- sogno) dell’altrui (ruso) soccorso

L’Apollo (Febo) Nea Pollion raggiante come piacque farsi raffigurare nella numismatica aurea celebrativa, ecco i due Corsi politici , due fiate, due volte in cui emerge sulla scena e che l’Italia stessa aggiunge alla sua conquista bellica. Configurazione astrali che lascio agli esperti dei cieli on transiti da focalizzare con D Saturno e Giove in primis in Cancro Plesso Solare.E poi quanto si aggiunga al momento del bisogno, necessità fatale senza dell’altrui soccorso, aiuto l’altrui Ruso,(Russia) al consumare di tanta Gloria.

Liberi ora di scoprire qual mai altro possa celarsi tra parola e parola e righe stesse sommate ad arte.

Segue l’altra quartina più legata al principio stesso dell’ascesa del Corso militare- ( indicato in altre quartine al Canto della Mars Marsigliese dal Fanti).

(VII-CXXII)

Quel che i (Eikos)Costumi muterà de il Consiglio

(Coniglio- KONIG-LIO)

Piglierà ∂alli suoi (fratelli)in Bonaparte

E di puoner onere(caro)Taglione Giano già non Ragione (Dea’)

Ogni Timore da se spingerà essi Esiglio.

Lascio ai soloni della storia leggervi come questo carrefour amalgami benissimo le vicende della scalata al potere grazie alla manovre del Fratello Luciano e quanti BONAPARTE hanno aderito,ingigantito la volata di Napoleone stesso.

Dopo il porre(puoner)Re fuori gioco – il costo del Taglione, Ghigliottina per Giano(testa)del Tempo senza giammai più la Dea Ragione( Rivoluzionari sanguinari). Quanto sopravverrà – dopo ad ogni altra paura che seguirà sino al Timore di se stesso che da se lo spingerà all’Esilio(Sant’Elena).


Mille protagonisti se non bastassero, quanti ancora nei secoli e millenni sono dietro l’angolo misterioso di quel libro del tempo dei tempi. Troppi ottusi fanno finta di non capire che il romanzo della storia ha già un suo grande scrivano divinatore ,uscito dal senno cerebro cosmico sotto la maschera di un grande poema.
< Giano dio del Tempo al tempo del Taglione e della Dea Ragione. Decapitazione di massa della nobiltà>

Poche righe ma sufficiente a destare meraviglia come in così limitatissimi logo- verbi sia infine intessuto il senso arcano del destino. Lezione per altre quartine e destini che come abbiamo giù dimostrato emergono dall’iceberg dello spazio tempo, i segnali di nuovi avventurieri e protagonisti del domani.Lezione duratura. Quasi perenni quadri astrali, poi da assimilare per chi verrà domani a tradurre quanto dei secoli ancora è sospeso per i lettore remoto, curioso del fascino che solo il ciclo del tempo avvolgere la nostra umana esistenza

14 pensieri su “NAPOLEONE L’EMPEREUR…dei Francesi !

  1. Giano

    Il Fanti non poteva non descrivere un grande personaggio come Napoleone Bonaparte,le cui origini Italiane ( genitori ) gli hanno plasmato il carattere e influenzato il destino.Questo strano Imperatore che incredibilmente sin da bambino ha odiato gli stessi Francesi.

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  2. imperscrutabile

    NAPOLEONE primo (1769-1821) fu uno strumento della legge per il compimento del Karma. Egli… ritornerà e avrà un corpo fisico nella città di New York.
    Capire che siamo strumenti in mano ad altri piani..fa capire che dobbiamo sforzarci , avere più coscienza….è basilare, dobbiamo sfogliare il poema del Fanti e del Nostro, in questi c’è grande conoscenza!!!
    ———————————————————————————————————————-

    Giusto quello che è scritto nel post che sto riportando qua sotto con copia incolla solo per mettere in evidenza….

    Mille protagonisti se non bastassero, quanti ancora nei secoli e millenni sono dietro l’angolo misterioso di quel libro del tempo dei tempi. Troppi ottusi fanno finta di non capire che il romanzo della storia ha già un suo grande scrivano divinatore ,uscito dal senno cerebro cosmico sotto la maschera di un grande poema.

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  3. MIRANDA

    PROF. BOSCOLO, Grande il Fanti che 500 fa già scriveva di Napoleone.
    Il 5 maggio di due secoli fa si spegneva a Sant’Elena, uno scoglio sperduto nell’Atlantico dell’emisfero australe, Napoleone Bonaparte, l’ufficiale di artiglieria uscito dalla piccola nobiltà corsa che aveva sposato la Rivoluzione, il generale che aveva sbaragliato gli eserciti delle maggiori potenze europee, che aveva portato gli ideali e il sapere dei Lumi per tutto il continente sino all’Egitto, l’imperatore che aveva fatto della Francia la più grande potenza continentale. Caduto una prima volta a Lipsia, risorto dopo l’esilio all’Elba e sconfitto definitivamente a Waterloo, si era consegnato agli inglesi, i suoi maggiori nemici, quelli che non aveva mai potuto sconfiggere. Lì morì per un probabile cancro allo stomaco. Fino alla fine, ricordò di essere stato uno stratega supremo e un militare che aveva un senso poetico della gloria. L’ultimo sgarbo subito fu quello di impedire che sulla pietra tombale fosse inciso il termine “Imperatore”. Così sulla tomba si lesse soltanto: “Qui giace” Non si sa se Alessandro Manzoni fosse al corrente di questo particolare: ma il celeberrimo attacco della sua poesia intitolata “Il 5 maggio” potrebbe farlo pensare: “Ei fu”. Non c’è il bisogno del soggetto, tanto il soggetto è immenso e noto al mondo intero. Per noi italiani, la morte di Napoleone ha il ritmo sdrucciolo e tambureggiante dell’inno del Manzoni. Era la poesia che tutti studiavamo a memoria a scuola. L’autore dei Promessi Sposi qui vola alto, scrive ispirato, si dice in tre giorni, mentre la mogie Enrichetta alimenta suonando il pianoforte la sua vena. Manzoni è davvero colpito dalla notizia, che arriva a Milani il 19 luglio. E vede colpita, attonita, la terra intera. Napoleone aveva un sogno imperiale, non imperialista: voleva una Europa unita dallo spirito dei Lumi e, pur essendo versato nella matematica, che mise a servizio di un utilizzo innovativo della artiglieria, aveva una passione letteraria fortissima, e si sentiva un Prometeo che aveva rubato il fuoco al cielo e lo aveva dato alla Francia: questa grande nazione in cui non finì mai, lui corso di origini genovesi e toscane, di sentirsi straniero, ma a cui tributò il massimo dell’amore sino a dire, come stabilendone un destino: “La parola “impossibile” in francese non esiste.
    Chissà se avvertì davvero il Dio di cui parla Manzoni, sul suo letto di morte. Ma è certo che volle morire nella fede in cui era nato. Il piccolo nobile corso che avrebbe potuto passare la vita tra gli orti e gli uliveti della sua terra, e invece cambiò la storia del mondo –

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  4. Giano

    “Se con Saturno turno Giove il Cancro gionge”
    Leggere bene tra le righe si scopre anche la causa della sua morte ( cancro / tumore ) Questo è stato l’esito della autopsia! Sigismondo Fanti sentenzia che non c’è stato nessun avvelenamento.

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    1. Flower73

      Si è lo stesso vale per la spiegazione fatta dal prof. Nel file su Giano e la dea della ragione (e giustizia Atena) per far comprendere meglio come dobbiamo procedere per comprendere i futuri file! Qui siamo al sennò di poi ovviamente, ma anche questo è utilissimo, proprio per imparare a carpirne i segreti della loro scrittura.

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  5. gaeta6315@libero.it

    Prof, si intravede il Gran Quadrupede o Gran Can!! E allora fuoco sul terzo rigo: al turno delle Urne con Saturno giunge, “…se con saturno giove IL CANcro gionge…”, IL CAN??!! “senzA BISOgno, ABISO, AVVISO in filippino!!

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    Rispondi
  6. gaeta6315@libero.it

    Arriva in estate sotto il segno del Cancro, come suggerisce il sanscrito KARKAS, eco, Caracas dalle Ande agli Appennini??!!

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    Rispondi
  7. MIRANDA

    PROF. BOSCOLO, un pò di storia nota, il 15 maggio1796 il giovane generale corso Napoleone Bonaparte, “profilo magro e scavato, sguardo freddo negli occhi grigio-azzurro, capelli lunghi sulle spalle e volto sulfureo”, fa i suo ingresso trionfale in una Milano appena strappata agli austriaci. Nove anni più tardi, sempre in maggio (il 26) tra le navate di un Duomo gremito, al culmine di una solenne cerimonia di oltre tre ore, risuona la lapidaria frase: “Dio me l’ha data, guai a chi la tocca”, pronunciata cingendo la celebre Corona ferrea. Così Milano assurgeva al ruolo di capitale del Regno d’Italia napoleonico. Meno univoco a due secoli esatti dalla scomparsa dell’ “uom fatale”, avvenuta come si sa il 5 maggio 1821 (mese ricorrente in una vita di “polvere” e “altar”) è tracciare un bilancio del ventennio francese a Milano: terra di conquista, vessazioni, gabelle e ruberie giacobine o laboratorio -a tratti utopistico- di una moderna capitale europea? Agli storici l’ardua risposta, ma forse, a conti fatti, ne è valsa la pena. E’ fuor di dubbio che l’uomo più importante di Francia amasse questa città, che vedeva come avamposto italiano nel nuovo secolo, come dimostra il successo che vi riscossero le idee illuministiche. In netta contrapposizione con una Roma in cui non mise mai piede. Scelse Palazzo Reale, opportunamente riarredato, come residenza per la “Signora Madre” le sorelle Elisa e Paolina, la moglie Giuseppina e Eugenio Beauharnais, in seguito vicerè a Villa Palestro. A un certo punto accarezzò perfino l’idea di fare di Milano, insieme a Parigi e Francoforte, uno dei tre capoluoghi della nuovo Europa. I progetti urbanistici furono di ampio respiro, il trionfale Arco della Pace, pensato in stile neoclassico nel 1807, fu posto al capo della strada del Sempione verso la Francia. Negli stessi anni venne realizzato l’Anfiteatro (Arena Civica) per colmare un’area già occupata da costruzioni spagnole, e vide la luce la grandiosa ideazione del Foro Buonaparte, che doveva diventare il cuore di un’ideale città moderna a cavallo tra il Secolo dei Lumi e il nascente spirito romantico. Importanti gli interventi a Brera, “piccolo Louvre” nobilitato fino a farne uno dei principali musei d’Italia. Senza dimenticare gli archi di Porta Marengo (Ticinese) e Porta Nuova, l’ampiamento della CA’ GRANDA, palazzo Saporiti in Corso Venezia e l’apertura all’intera cittadinanza del teatro alla Scala, sottratto al monopolio aristocratico. Profondi mutamenti sociali, economici e culturali di cui Napoleone seppe farsi interprete: Milano inizio ad essere città di uffici, negozi di alta moda (di ispirazione parigina), librerie, editori musicali (nel 1808 nascono Conservatorio e Ricordi)
    Anche i platani, qui, parlano francese: li adorava e ne volle a migliaia in viali, giardini e piazze come riparo dall’afa cittadina. Contribuendo a fare di Milano una delle città più verdi d’Italia e d’Europa –

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    1. Renucio Boscolo Autore articolo

      Ecco come le LETTERE del Profeta sono state rapinate,plagiate e poi qualcuno ne fa anche VELATA fonte di profitto.Tanta fatica e sTudio abbozzato che viene lasciato nel dimenticatoio…
      Da Amarissima storia che ci tocca subire per l’ignoranza ossidata degli indifferenti. Ci sono testi inoppugnabili che parlano chiaro, eppure si distorce quanto bene ha raccontato il profeta…ma gli uditori sono sordi, ciechi e senza testa per non capacitarsi di tanta immensa disseminata sapienza sul nostro futuro…gocce dopo gocce per quanti ancora sono descritti protagonisti gloriosi e despoti neroniani a marcare i cambiamenti e le RIVOLUZIONI *+ JARAGONICHE avvenire che infiammeranno il pianeta. Perchè tanta indifferenza o cecità inspiegabile o muro di gomma o muro di Daniele che ancora si stenta a capire l’arcano messaggio della mano ignota ? Qui di ignoto c’è ben poco, la fonte è certa.

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